Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘storia’ Category

Una guerra comprensibile. Ma stupida

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(Emblema - Corriere della Sera)

Non esiste paese al mondo – scrive oggi sul Times il rabbino Michael Lerner, esponente di primo piano del dialogo interreligioso  – che possa tollerare senza reagire il lancio giornaliero di missili sul proprio territorio da parte di una nazione vicina. Se in Messico un gruppo di anti-imperialisti decidesse di bombardare il Texas è facile immaginare come risponderebbero gli Stati Uniti e soprattutto quali sarebbero i tempi di reazione.

L’attacco di Israele, prosegue il direttore di Tikkun Magazine, è dunque giustificabile. Ciò non toglie che sia, però, anche stupido. Stupido perché – a suo dire – assolutamente sproporzionato, di una durezza eccesiva nei confronti dei civili innocenti (sempre il Times ha accusato tra l’altro le forze armate israeliane di usare bombe al fosforo sul centro abitato di Gaza).

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Written by Gianni Silei

lunedì, 5 gennaio 2009 at 3:10 pm

Ban Ki on the Moon

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Qualcuno sa che fine hanno fatto le Nazioni Unite?

Written by Gianni Silei

domenica, 4 gennaio 2009 at 5:22 pm

Testamento biologico

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Morten Morland (Times)

Morten Morland (Times)

Written by Gianni Silei

mercoledì, 31 dicembre 2008 at 10:39 am

Adesso però basta

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So let us stop. Hold our fire. For once, let us attempt to act against our usual reflexes. Against the deadly logic of military power and the dynamic of escalation. We can always start shooting again. The war will not run away, as Barak himself said two weeks ago. If we demonstrate that we can halt, we will not lose international support. We will gain even more if we demonstrate such well-considered self-control, and if we invite the international and Arab communities to intervene and mediate.

David Grossman (il cui figlio Uri è morto in battaglia nel 2006), oggi

Written by Gianni Silei

mercoledì, 31 dicembre 2008 at 9:57 am

Quando il politico va in vacanza

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Come molti sanno, Hitler preferiva il fine settimana per realizzare i suoi colpi di mano in politica estera. Ad esempio, la rimilitarizzazione della Renania (e non dell’Arenaria, come talvolta capita di sentire da qualche esaminando), avvenne, in spregio agli accordi internazionali, il 7 marzo 1936. Di sabato. Lo stesso dicasi per l’annessione dell’Austria: 12 marzo 1938, ancora sabato.

La scelta non era casuale. Il führer sapeva che i politici inglesi, membri del governo inclusi, osservavano scrupolosamente la tradizione nazionale del week-end e dedicavano perciò al riposo gli ultimi due giorni della settimana,  spesso recandosi in campagna o in altre amene località fuori Londra. Il che rendeva più lunga e macchinosa la reazione dell’esecutivo di Sua Maestà in caso di improvvise emergenze, amplificando il fattore sorpresa a favore della Germania nazista.

Alla luce di alcune recenti notazioni di cronaca, e fatte – per carità – tutte le debite proporzioni, è divertente immaginare quale incredibile accelerazione avrebbe avuto la politica espansionistica del nazionalsocialismo se Neville Chamberlain avesse gestito la crisi di Monaco dai Caraibi o se Anthony Eden avesse rilasciato alla stampa le prime dichiarazioni sull’occupazione da parte della Wehrmacht della regione renana  in tuta da sci dentro una baita di montagna.

Written by Gianni Silei

martedì, 30 dicembre 2008 at 8:28 pm

Il segreto di pulcinella

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Clamoroso alla BBC: spulciando nei National Archives tra le carte del governo laburista Callaghan, i cronisti hanno scovato un documento segreto.

Nel quale si parla dello stato pietoso in cui versavano allora l’esercito e le altre forze armate di Sua Maestà.

Insomma, parrebbe – ma non è certo – che negli anni Settanta l’unica efficace difesa per il Regno Unito contro un’aggressione sovietica, fosse rappresentata dai missili nucleari americani.

Written by Gianni Silei

martedì, 30 dicembre 2008 at 12:29 pm

Il più grande di tutti? Stalin

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A chi chiedeva loro chi fosse il personaggio più importante della loro storia nazionale, svariati milioni di ascoltatori (le cifre ufficiali dicono – ma forse esagerano – cinquanta) di una rete televisiva russa hanno risposto Stalin. Uno che solitamente non gode di buona fama e che invece ha battuto – sia pure di poco – uno dei simboli della santa madre Russia, l’eroe medievale Alexandr’ Nevskij.

L’esito del sondaggio, però, è sorprendente solo agli occhi degli osservatori occidentali. Perché, come spiega Anne Applebaum , il successo del  “piccolo padre” Iossip Vissarionovič è soprattutto il risultato di una sapiente campagna mediatica, orchestrata da Vladimir Putin e dal suo successore Dmitrij Medvedev, per riabilitarne la figura allo scopo di celebrare la potenza (ma soprattutto l’imperialismo) di Mosca.

Written by Gianni Silei

martedì, 30 dicembre 2008 at 9:54 am