Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘sicurezza’ Category

Quei piccoli, rassicuranti punti fermi del giorno di capodanno

leave a comment »

linus1Il giorno di capodanno è fatto di anche di consuetudini. In certi casi di veri e propri tormentoni che, sebbene talvolta ci irritino, hanno comunque, nonostante ci costi ammetterlo, un non so che di rassicurante. Rappresentano dei punti fermi. Forse perché ci ricordano tempi passati. La gioventù, l’infanzia. Sanno di focolare, sono come una stella polare di fronte al tempo che passa e che, lentamente ma inevitabilmente,  cambia noi e il mondo che ci circonda.

Anche per questo inizio 2009, ogni consuetudine sarà rispettata: ci sarà il concerto di capodanno, ci saranno i servizi dei TG con le immagini dei fuochi d’artificio di Sydney e via via delle altre metropoli che festeggiano la mezzanotte,  vedremo i suggestivi scorci delle piazze italiane in festa, ascolteremo il bollettino dei feriti per i botti, scuoteremo la testa di fronte ai soliti temerari tuffatori che sfidano le acque gelide (e la leptospirosi), ascolteremo oroscopi  e previsioni e, infine, ci informeremo sugli sviluppi della solita guerra in medio oriente.

Addio 2008. Benvenuto 2009. E’ bello sapere che, in fondo, le tradizioni vengono sempre rispettate.

Annunci

Written by Gianni Silei

giovedì, 1 gennaio 2009 at 1:00 am

Un nuovo indicatore economico: la felicità

leave a comment »

Da qualche tempo si ritiene che, nelle società più avanzate, alcuni dei tradizionali strumenti utilizzati per valutare lo stato di salute di una economia, ad esempio il Prodotto Interno Lordo (PIL), non siano ormai più in grado di fornire indicazioni attendibili. E così emergono possibili nuovi parametri: il benessere (welfare), il “sentirsi bene“, il livello di soddisfazione ed appagamento personale (well-being). Indicatori (peraltro di difficile misurazione per la loro evidente intangibilità e soggettività) non necessariamente quantificabili nell’ammontare complessivo dei beni e servizi prodotti in un determinato lasso di tempo.

Leggi il seguito di questo post »

Written by Gianni Silei

sabato, 20 dicembre 2008 at 9:44 am

Responsabilità penale a 12 anni? Se ne parla in Francia

leave a comment »

Il 3 dicembre scorso, la Commissione Varinard, insediatasi nell’aprile 2008 per studiare una revisione della legislazione penale sui minori, ha concluso i suoi lavori. Nel suo rapporto finale, articolato in 70 proposte, la Commissione ha proposto alcune modifiche alla normativa vigente, risalente al 1945, tra cui abbassare la responsabilità penale a dodici anni.

Secondo il sociologo Francis Bailleau si tratta esclusivamente di una scelta politica presa sulla scia di eventi di cronaca (dalle violenze nelle banlieues al recente caso del Collège di Marciac) che coinvolgono minorenni. L’accoglimento delle proposte della Commissione, scrive qui, non solo non risolverebbe il problema della delinquenza giovanile ma renderebbe la legislazione penale della Francia in materia di minori una eccezione  (in negativo) rispetto al resto dell’Europa.

Quando a Monfalcone buttarono l’atomica

leave a comment »

Sui cantieri di Monfalcone è come se avessero sganciato una piccola bomba atomica. Piccola, piccolissima. Tascabile. Ma che negli anni ha fatto almeno novecento morti.

Come tutte le atomiche che si rispettino, l’atomica di Monfalcone continuerà a farne nei prossimi anni. Gli operai se andranno come quelli che li hanno preceduti: lentamente e dolorosamente. E lo faranno, come loro, nel quasi completo silenzio.

Hanno sganciato un’atomica piccola ma efficace. Non ha neppure fatto il botto.

Written by Gianni Silei

domenica, 14 dicembre 2008 at 11:41 am

Un anno fa

leave a comment »

Written by Gianni Silei

venerdì, 5 dicembre 2008 at 11:50 pm

L’epoca in cui il crimine aumentò. E non era vero

with one comment

arrestMolte insicurezze collettive, paure e allarmi sociali sono spesso il risultato dei modi con cui l’opinione pubblica viene informata su un determinato problema o avvenimento. Tralasciando gli Stati Uniti, dove esiste un’ampia letteratura in merito, il nesso tra media e percezione delle paure sociali è stato recentemente evidenziato, riguardo al caso italiano, nel Rapporto Sicurezza redatto da Demos e Osservatorio di Pavia su cui ci siamo soffermati più volte negli ultimi giorni.

Le cifre dell’indagine sembrano confermare il ruolo dei mezzi d’informazione nella costruzione degli allarmi sociali e nel creare stati emozionali, individuali e collettivi,  che non corrispondono a situazioni oggettive.

Restiamo agli eventi criminosi. La percezione che si ha di essi, influisce  sull’opinione pubblica assai più di qualunque dato statistico. Al punto che il senso di paura e di incertezza provato da determinati settori della società non è spesso correlato al numero dei delitti effettivamente compiuti. Questo per alcune concause, tra cui il meccanismo della “asimmetria negativa”, in base al quale si tende a dare più peso alle notizie cattive rispetto a quelle di segno opposto.

Quel che è interessante è il fatto che questa situazione, fatti i debiti distinguo, presenta notevoli similitudini con il clima di allarme sociale che si respirava nelle società occidentali tra Otto e Novecento .

Leggi il seguito di questo post »

Ritratto di borghesia inquieta

fear1Il profilo delle “persone spaventate” presenta alcuni tratti particolari, utili a chiarire l’origine di questo collasso emotivo. Due fra gli altri: guardano la tivù per oltre 4 ore al giorno e sono vicine al centrodestra; nel Nord, alla Lega […]. Il peso delle notizie “ansiogene” è nettamente più elevato sulle reti Mediaset, ma soprattutto su Studio Aperto e Canale 5. Seguiti, per trascinamento, dal Tg 1, il più popolare e autorevole presso il pubblico. Il sondaggio di Demos osserva come l’insicurezza sia molto più alta fra le persone che frequentano prevalentemente le reti e i notiziari Mediaset. Ciò suggerisce che i cicli dell’insicurezza siano favoriti e scoraggiati, in qualche misura, dal circuito fra media e politica. D’altra parte, la sicurezza, l’immigrazione e la criminalità comune sono temi “sensibili” negli orientamenti degli elettori.

“Spostano” i voti degli incerti. Rendono incerti molti cittadini certi.

Ilvo Diamanti, commentando
il Rapporto Sicurezza Italia, oggi.

Written by Gianni Silei

domenica, 23 novembre 2008 at 4:29 pm