Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘sicurezza sociale’ Category

Un nuovo indicatore economico: la felicità

leave a comment »

Da qualche tempo si ritiene che, nelle società più avanzate, alcuni dei tradizionali strumenti utilizzati per valutare lo stato di salute di una economia, ad esempio il Prodotto Interno Lordo (PIL), non siano ormai più in grado di fornire indicazioni attendibili. E così emergono possibili nuovi parametri: il benessere (welfare), il “sentirsi bene“, il livello di soddisfazione ed appagamento personale (well-being). Indicatori (peraltro di difficile misurazione per la loro evidente intangibilità e soggettività) non necessariamente quantificabili nell’ammontare complessivo dei beni e servizi prodotti in un determinato lasso di tempo.

Leggi il seguito di questo post »

Annunci

Written by Gianni Silei

sabato, 20 dicembre 2008 at 9:44 am

Settore pubblico e pensioni d’oro. Un problema anche inglese

leave a comment »

Ieri, reduce da una riunione a Westminster, Nigel Edwards ha lanciato il classico sasso nello stagno. In pratica, ha dichiarato che in Inghilterra c’è un evidente problema nella previdenza dei dipendenti del settore pubblico. Le pensioni sono troppo alte e ci sono disparità di trattamento rispetto ai lavoratori che operano nel privato .

Quella di Edwards è solo l’ultima presa di posizione su una questione che la crisi ha reso di assoluta attualità. Colpa dei sindacati? Dei governi laburisti? Una cosa è certa, scrive

Ma stavolta Brunetta ha ragione

leave a comment »

D’accordo: magari avrà sbagliato i tempi e i modi ma questa volta Renato Brunetta ha ragione. L’innalzamento dell’età pensionabile per le donne è un correttivo necessario per allineare il sistema di protezione sociale italiano a quello degli altri paesi dell’Unione Europea. Sentenze a parte, da tempo le istituzioni comunitarie hanno infatti posto l’allungamento della vita lavorativa come uno degli obiettivi da raggiungere nell’ambito delle politiche sociali. Molti, a partire dall’Europa del Nord, hanno già provveduto in tal senso e altri si apprestano a farlo (come si vede qui).

Leggi il seguito di questo post »

Povertà ed esclusione sociale nel Regno Unito, un rapporto sul 2008

leave a comment »

Tempo di bilanci anche sul  fronte della lotta alla povertà e all’esclusione sociale. Guy Palmer, Tom MacInnes e Peter Kenway del New Policy Institute hanno curato per la Joseph Rowntree Foundation il decimo rapporto annuale Monitoring poverty and social exclusion. Il rapporto mette a confronto, attraverso una serie di indicatori, le politiche attuate negli ultimi dodici mesi con quelle dell’ultimo quinquennio.

Al rapporto cartaceo si aggiunge un sito web (www.poverty.org.uk) nel quale è contenuta ulteriore documentazione riguardante sul Regno Unito ma anche su Scozia, Galles, Irlanda del Nord.

Come ti trasmetto la paura: un rapporto sull’Italia

with 3 comments

immigrantsNe avevamo parlato qui e soprattutto, facendo un esempio concreto, qui. Di come questioni come immigrazione, criminalità e, più in generale, sicurezza/insicurezza diventino emergenze anche (non esclusivamente, certo, ma anche) nel momento in cui vengono percepite come tali dall’opinione pubblica.

Nella società dell’informazione, il tema del ruolo che i mezzi di comunicazione di massa svolgono nel raccontare ma sempre più spesso nell’alimentare e “costruire” le paure collettive,  costituisce un terreno d’indagine particolarmente interessante.

Leggi il seguito di questo post »

Ritorno alla questione sociale: intervista a Robert Castel

with one comment

Nicolas Duvoux e Thierry Pech intervistano Robert Castel per laviedesidees.fr. Partendo da Métamorphoses de la question sociale del 1995, da poco ripubblicato anche in italiano, si parla di cittadinanza politica e sociale, di lavoro, proprietà, solidarietà e, soprattutto, di insicurezza e sicurezza sociale.

clicca qui per il video

Workfare: un primo bilancio

leave a comment »

Per un certo periodo il workfare ha rappresentato, per il Nord America, l’Australia, il Regno Unito e poi per alcune realtà continentali, una sorta di strada alternativa al welfare assistenzialistico. Una “terza via” capace di conciliare Stato sociale con esigenze di contenimento della spesa pubblica.

Leggi il seguito di questo post »

Written by Gianni Silei

martedì, 4 novembre 2008 at 4:05 pm