Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘riflessioni’ Category

Paura, barbarie e scontri di civiltà

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Nei primi anni Novanta, Samuel Huntington fornì una propria visione dei profondi cambiamenti in atto negli equilibri internazionali e del loro possibile esito. In un noto articolo pubblicato su Foreign Affairs, poi confluito in un ben più corposo saggio, Huntington introdusse nel dibattito sul nuovo ordine mondiale il tema dello scontro delle civiltà.

Il precedente scenario ipotizzato da Fukuyama nel suo La fine della storia e l’ultimo uomo, lavoro tanto fortunato quanto dibattuto, poneva al centro della propria analisi elementi (l’ideologia, il mercato ecc.) che caratterizzavano uno specifico sistema, un “modello”, se vogliamo uno “stile di vita”: quello incarnato della società americana.

Dal canto suo, Huntington (re)introduceva nel dibattito una variabile diversa, più sfuggente: quella della civiltà. In poche parole, secondo Huntington lo scontro tra le civiltà, “mascherato” da conflitti a sfondo religioso, avrebbe rappresentato il tratto caratterizzante dei futuri scenari planetari. Uno scontro che sarebbe scoppiato inevitabilmente, di fronte alle incompatibilità culturali tra occidentali, ortodossi, islamici, induisti, cinesi, giapponesi, latino-americani, africani.

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Credit economy e rovina del ceto medio

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Il video dell’intervento (The Coming Collapse of the Middle Class: Higher Risks, Lower Rewards, and a Shrinking Safety Net) che Elizabeth Warren ha tenuto nel giugno 2007 nell’ambito delle UC Berkeley Graduate Council Lectures.

Zombi edonisti al supermercato

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Lentamente, ma inesorabilmente, l’Occidente si lascia alle spalle le ultime persistenze del Novecento. Nei giorni scorsi, Fukuyama si era idealmente lasciato dietro le spalle Reagan. Oggi, Jay McInerney, che negli anni Ottanta fotografò il mondo (falsamente) luccicante degli Yuppies, ne canta il secondo, definitivo, de profundis.

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Crollo in borsa: tutto è cominciato così

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Dunque, – disse la Volpe, – vuoi proprio andare a casa tua? Allora vai pure, e tanto peggio per te!
– Tanto peggio per te! – ripeté il Gatto.
– Pensaci bene, Pinocchio, perché tu dai un calcio alla fortuna.
– Alla fortuna! – ripeté il Gatto.
– I tuoi cinque zecchini, dall’oggi al domani sarebbero diventati duemila.
– Duemila! – ripeté il Gatto.
– Ma com’è mai possibile che diventino tanti? – domandò Pinocchio, restando a bocca aperta dallo stupore.

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Più buonsenso, meno cretinismo

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Sulle pagine di Newsweek, Francis Fukuyama, si cimenta lungamente sull’implosione del mercato finanziario USA e soprattutto sulle ripercussioni nel breve e medio periodo.

I prodotti di maggior successo esportati dall’America a partire dagli anni Ottanta – scrive – erano le idee.

Idee-guida come il capitalismo in versione reaganiana e la diffusione della liberaldemocrazia nel mondo. Idee che, secondo Fukuyama, avevano rappresentato per l’America Inc. altrettanti marchi di successo. E che ora mostrano di avere il fiato corto.

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Alle 18.00 comincia il Giudizio Universale

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Pochi giorni fa, in California, un ex analista finanziario quarantacinquenne di origini asiatiche, Karthik Rajaram, ha sterminato la propria famiglia, moglie, figli e suocera, e poi si è suicidato.

In un biglietto ha scritto di disoccupazione e di investimenti andati male.

Probabilmente la crisi dei mercati entra solo incidentalmente in questa vicenda. Ma per molti, la storia di Karthik, quei corpi coperti da un lenzuolo bianco, legati sulla barella di un coroner e che escono da una bella casa, con il prato falciato e macchine costose parcheggiate in fondo al vialetto, rappresentano un po’ il simbolo della fine del sogno americano.

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Continuiamo così, facciamoci del male

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Sono stati resi noti oggi i risultati della classifica delle migliori Università preparata annualmente dal Times Higher Education Supplement e dalla Quacquarelli Symonds. Redatta sulla base di una serie di rigorosi parametri di valutazione la Top 100 vede classificata al primo posto HARVARD, seguita da YALE, CAMBRIDGE e OXFORD. Il MIT si colloca a 9° posto. Le prime posizioni sono occupate da Università statunitensi o del Regno Unito. Per trovare Atenei di altri paesi bisogna arrivare al 16° posto e al 19° posto, appannaggio rispettivamente dalla AUSTRALIAN NATIONAL UNIVERSITY e dalla UNIVERSITA’ DI TOKYO.

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