Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘Paul Krugman’ Category

Cinquanta piccoli Hoover

leave a comment »

La depressione che seguì al crollo di Wall Street fu anche il frutto delle decisioni dell’amministrazione Hoover, che intervenne tardivamente – e male – per risollevare l’economia americana in ginocchio. Fortunatamente, dice Paul Krugman, la presidenza Obama ha promesso un deciso interventismo. C’è però un problema: la pervicace resistenza dei cinquanta governatori, alle prese con le esigenze di bilancio dei loro Stati.

Cinquanta  emuli di Hoover che rischiano di vanificare sul nascere gli sforzi del nuovo corso democratico.

Annunci

Written by Gianni Silei

lunedì, 29 dicembre 2008 at 11:41 am

Better be good

leave a comment »

President-elect Barack Obama, riding a wave of revulsion over what conservatism has wrought, has said that he wants to “make government cool again.”

Before Mr. Obama can make government cool, however, he has to make it good.

Paul Krugman, oggi

Written by Gianni Silei

sabato, 27 dicembre 2008 at 11:25 am

Una task force per il ceto medio

leave a comment »

Nel 2003, Reset pubblicò un articolo di Paul Krugman dal titolo emblematico: Requiem per la gloriosa classe media. Nel segnalare l’aumento della diseguaglianza negli Stati Uniti, Krugman sottolineava nel contempo la perdità di centralità del ceto medio: “L’America in cui sono cresciuto, quella degli anni cinquanta e sessanta” – scriveva – “era una società costruita sul ceto medio, nei fatti e nei sentimenti“. Quarant’anni dopo, era il senso di quell’articolo, non era più così.

L’anno dopo, Michael Lind tornò sulla questione sollevata da Krugman, chiedendosi sull’Atlantic Monthly: “siamo ancora una nazione di ceti medi?“.

Leggi il seguito di questo post »

Lo stile Madoff: regola o eccezione?

leave a comment »

Oltre che per i suoi risvolti finanziari, il crac Madoff, scrive Krugman, ha scioccato l’America – e non solo – anche per altri motivi. Bernard Madoff era unanimemente riconosciuto come brillante investitore e generoso filantropo ed era a tutti gli effetti un membro autorevole e stimato della comunità economico-finanziaria nordamericana.

Com’è potuto accadere, si chiede, che tutti siano stati così ciechi da non accorgersi di nulla? Basta come spiegazione il fatto che le élite, come l’ultimo appassionato di gossip, abbiano ormai la tendenza innata a idolatrare chi ha un mucchio di soldi senza domandarsi come li ha fatti? Ma, soprattutto, in che cosa Madoff è differente dai money manager che hanno controllato i mercati in questi ultimi anni?

La (vera) Generazione X

leave a comment »

I’ve been thinking a lot lately about Tom Brokaw’s book “The Greatest Generation,” that classic about our parents and their incredible sacrifices during World War II. What I’ve been thinking about actually is this: What book will our kids write about us? “The Greediest Generation?” “The Complacent Generation?” Or maybe: “The Subprime Generation: How My Parents Bailed Themselves Out for Their Excesses by Charging It All on My Visa Card.”

Paul Krugman, oggi

I

Written by Gianni Silei

domenica, 7 dicembre 2008 at 10:28 am

Eutanasia per le anatre zoppe

leave a comment »

daffy2Mentre la stampa nostrana è impegnata a descrivere i mille risvolti della farsaccia della Commissione di vigilanza Rai, la valanga, come l’ha definita ieri Epifani, ha iniziato la sua rincorsa oltre Oceano.

Il modo a dir poco scostante con cui il presidente uscente George W. Bush è stato trattato dagli altri leader all’ultimo G20 di Washington  è emblematico e conferma il carattere paradossale di questo interregno, soprattutto alla luce della grave crisi interna degli USA.

Richiamandosi alla precedente depressione, quella seguita alla crisi del ’29 e al passaggio di consegne tra Hoover e Roosevelt, Paul Krugman insiste sulla necessità di intervenire in fretta per evitare ben più gravi ripercussioni.

Leggi il seguito di questo post »

La paura dell’inchiostro rosso

leave a comment »

Quando è innescata la spirale della depressione, ammonisce Paul Krugman, si assiste ad un curioso rovesciamento delle regole del funzionamento dell’economia. Atteggiamenti cauti possono rivelarsi paradossalmente rischiosi e scelte che in tempi normali vengono considerate virtuose rischiano addirittura di peggiorare la situazione. Come quando Roosevelt, puntando prematuramente al pareggio del bilancio per il 1937, per poco non fece saltare l’impianto del New Deal.

Il compito non è facile, in quanto occorre vincere una serie di pregiudizi estremamente radicati. In prima battuta (ma non solo) la “paura dell’inchiostro rosso”, ovvero proprio il deficit di bilancio.

Aggiornamento:
“Macché stimolo e stimolo”, riecheggia Brian Riedl sul WSJ, la parola chiave è “produttività”. La paura dell’inchiostro rosso colpisce ancora?

Written by Gianni Silei

venerdì, 14 novembre 2008 at 8:21 am