Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘finanza’ Category

Lo stile Madoff: regola o eccezione?

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Oltre che per i suoi risvolti finanziari, il crac Madoff, scrive Krugman, ha scioccato l’America – e non solo – anche per altri motivi. Bernard Madoff era unanimemente riconosciuto come brillante investitore e generoso filantropo ed era a tutti gli effetti un membro autorevole e stimato della comunità economico-finanziaria nordamericana.

Com’è potuto accadere, si chiede, che tutti siano stati così ciechi da non accorgersi di nulla? Basta come spiegazione il fatto che le élite, come l’ultimo appassionato di gossip, abbiano ormai la tendenza innata a idolatrare chi ha un mucchio di soldi senza domandarsi come li ha fatti? Ma, soprattutto, in che cosa Madoff è differente dai money manager che hanno controllato i mercati in questi ultimi anni?

Mr. Madoff e la finanza del (para) Ponzi

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Dal capitalismo dei disastri al capitalismo disastrato. Da gigantesca frode finanziaria il crac Madoff sta assumendo ripercussioni se possibile ancor più ciclopiche (e devastanti): dopo aver seminato il panico tra i VIP di mezzo mondo, adesso in una sorta di effetto domino, tra  infatti colpendo duramente alcuni tra i più importanti istituti bancari mondiali, Europa – e Italia – comprese.

La truffa orchestrata da Bernard Madoff, settantenne ex presidente del Nasdaq, si ispirava al cosiddetto schema Ponzi, dal nome dall’immigrato italiano Charles Ponzi, figura leggendaria nella storia del crimine negli Stati Uniti.

Incriminato ed arrestato Madoff, restano adesso le pesanti ripercussioni finanziarie del suo “gioco”. Logico aspettarsi che le conseguenze dello scandalo finiranno col ricadere sugli investitori e sui risparmiatori.  E ancora una volta sconcerta l’ennesima dimostrazione di avventurismo dei circoli finanziari (banche in testa) figlio dui una frenetica  – ma cieca – rincorsa alla speculazione.

Primum vivere, deinde philosophari

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Da un po’ di tempo, Thomas Friedman gioca  a fare il grillo parlante. Così non perde occasione per ricordare ad Obama – se mai ce ne fosse bisogno – che appena insediato dovrà agire. E anche alla svelta. In particolare, scrive, dovrà subito sciogliere, a costo di prendere decisioni dolorose, tre nodi: macchine, Kabul e banche. Il futuro stesso della sua presidenza dipende da questo. E dopo, se vorrà, avrà tre anni di tempo per dare libero sfogo alla sua creatività e tentare di tradurre in pratica i suoi sogni.

Dopo.

Una nuova Bretton Woods?

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brettonwoodsIl 15 novembre prossimo, a Washington, i leader del G20 saranno chiamati a rispondere alla drammatica crisi internazionale con misure straordinarie. Da più parti si invoca una sorta di nuova Bretton Woods che possa assicurare nuovi e soprattutto duraturi equilibri finanziari internazionali.

Il CEPR, in un lavoro a più voci curato da Barry Eichengreen e Richard Baldwin, prova a stilare un’agenda dei provvedimenti da adottare. Se non per creare le premesse, come avvenne dopo la conferenza del 1944 per una Golden Age, perlomeno per evitare una crisi ancora più grave di quella in corso.

Tirare la cinghia

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Eccoci. La tanto temuta resa del consumatore americano, dopo anni in cui era vissuto al di sopra dei propri mezzi, è arrivata. Lo scrive qui Paul Krugman. Allacciamoci le cinture, allora, perché tra poco si parte anche noi. Anzi, no, meglio: aggiungiamoci un buco. Per stringerle.

Written by Gianni Silei

venerdì, 31 ottobre 2008 at 8:26 am

Dalla tenda a ossigeno alla rianimazione

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Jean-Paul Fitoussi traccia qui un rapido bilancio delle ricette neoliberiste degli anni Ottanta fino al loro definitivo naufragio con le convulse giornate dell’ultimo crollo borsistico. E lo chiude così:

En bref, d’avoir voulu se passer de tente à oxygène – qui désigne dans l’allégorie de Joseph Schumpeter la démocratie et sa tendance à s’occuper de toute chose – a directement conduit le capitalisme en salle de réanimation. La démocratie est bien une idée neuve en Europe.

Written by Gianni Silei

mercoledì, 29 ottobre 2008 at 5:22 pm

Uscire dalla crisi, in Trabant

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Il deputato socialista francese Arnaud Montebourg interviene su Le Monde commentando gli effetti della crisi finanziaria che ha scosso i mercati mondiali. E ripropone un’immagine ormai usata e abusata: per il capitalismo liberale e globalizzato – scrive – si è trattato dell’equivalente della caduta del muro di Berlino.

Eppure, per quanto grave, la situazione non può ancora essere paragonata a quella che coincise con gli eventi del 1989. Almeno finché non vedremo Ben Bernanke sbucare, a bordo di una trabant, dalle macerie di Wall Street.