Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘emergenze’ Category

E se passassimo direttamente al 2010?

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Dov’è che andrà male quest’anno? All’inizio del 2008, scrive

Written by Gianni Silei

venerdì, 2 gennaio 2009 at 9:58 am

Ma l’emergenza non è solo a Roma

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Un anno fa a Roma era emergenza buche: manti stradali corrosi, motociclisti a rischio vita. Poi c’è stata l’emergenza sicurezza: vie buie, stazioni senza presidi, violenze che hanno segnato tragicamente la storia della Capitale. Ora l’alluvione: città sott’acqua per la pioggia, i tombini saltano, il Tevere straripa. Cosa collega queste emergenze che affliggono Roma ma, con allarmi di volta in volta diversi, dagli incidenti di tram al crollo di scuole, vivono anche altre città italiane?

Manca totalmente da anni l’arte della manutenzione delle città, piccola, puntuale, efficace, attenta al vivere quotidiano. Latitano i programmi di manutenzione del territorio e degli edifici: sono i primi che vengono tagliati quando le risorse sono scarse. Si riduce progressivamente la spesa per la difesa del suolo, come denuncia da dieci anni il numero uno della Protezione civile, Guido Bertolaso. Si pensa alle grandi opere, ma ci si dimentica di comprare i treni o gli autobus necessari per un buon servizio. Vince una certa propensione al gigantismo, che ha portato la giunta Veltroni ad affidare a un general contractor unico – lo stesso gruppo Romeo ora nel ciclone napoletano – non l’autostrada Salerno-Reggio Calabria o la metro C, ma la manutenzione di tutte le strade della Capitale, il territorio comunale più esteso d’Europa.

Giorgio Santilli, oggi

Written by Gianni Silei

sabato, 13 dicembre 2008 at 10:49 am

“Restate a casa”. E non fate l’onda

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roma

Corriere.it

A volte la Natura sa andare all’essenza delle cose, più di mille parole: sul Tevere in piena ci sono dei barconi.
Alla deriva
.

Aggiornamento:
Le notizie si fanno di ora in ora più serie. Mi scuserete, ma da fiorentino, quando cominicio a sentir parlare di alluvione penso a questo. E allora non mi pareva proprio il caso di continuare a scherzare e lasciate questa foto che avevo postato stamattina. L’ho tolta. Sperando che tutto vada per il meglio.

Written by Gianni Silei

venerdì, 12 dicembre 2008 at 1:47 pm

Ma dopo tanti segni meno, c’è anche un segno più

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(Corriere.it)

In base al rapporto annuale della FAO sullo Stato dell’insicurezza alimentare nel mondo, il numero delle persone affamate è salito a 963 milioni, oltre 40 milioni in più rispetto all’anno precedente. Il 65% di coloro che soffrono per la carenza di cibo vive in sette paesi: India, Cina, Repubblica Democratica del Congo, Bangladesh, Indonesia, Pakistan ed Etiopia. Il quadro è sconvolgente. Le categorie più colpite, come sempre, sono le più vulnerabili: donne e bambini. Questi paesi sembrano tuttavia aver eliminato uno dei problemi che viceversa assillano le società più sviluppate: quello degli anziani. In modo molto semplice. Morendo prima.

Maiali irlandesi

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piggyLo Sinn-Fein non si adonti. Il titolo si riferisce a prodotti zootecnici.
La diossina è ormai l’additivo più gettonato per alimenti. Dopo le mozzarelle e il latte, adesso i maiali.

Di provenienza irlandese, anche se l’allarme è scattato pure in Francia e Belgio.


Aggiornamento:
Pare che siano coinvolti anche altri paesi, tra cui l’Italia. Dove in effetti i suini abbondano.

Irpinia: viaggio dentro il terremoto

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Ne avevamo parlato qui in occasione dell’anniversario del Terremoto che sconvolse vaste aree del Mezzogiorno e in particolare l’Irpinia. Adesso, sempre grazie a Stefano Ventura, torniamo su questo tema con il primo di alcuni approfondimenti dedicati  non solo a quanto avvenne in quelle tragiche giornate ma anche nelle fasi, altrettanto delicate e drammatiche, della prima emergenza e della ricostruzione. Per non dimenticare.

1 – Il terremoto e la prima fase dell’ emergenza

Il terremoto che alle 19 e 34 del 23 novembre 1980 colpì  ampi territori della Campania e della Basilicata raggiunse un’intensità di 6.9 gradi della scala Richter. L’epicentro fu localizzato nei pressi del comune di Laviano, al confine tra le province di Avellino e Salerno e poco distante dal confine con la Basilicata.

I comuni maggiormente colpiti dal sisma furono i piccoli centri dell’entroterra campano e lucano, ma gli effetti della scossa si avvertirono in una porzione di territorio in cui abitavano circa 6 milioni di persone. Le conseguenze del sisma furono sicuramente amplificate dal patrimonio edilizio datato e fatiscente, nonostante queste zone fossero tra quelle a più alto rischio sismico del territorio nazionale. Basti pensare che nel corso del Novecento erano già stati due (1930 e 1962) gli episodi sismici di una certa rilevanza avvenuti nella stessa area.

Altro elemento che aggravò le conseguenze della scossa – i morti furono 2695 e i feriti circa 8850 – fu il ritardo dei soccorsi, dovuto in parte alla difficile accessibilità dei mezzi di soccorso in queste zone dell’entroterra e in parte alla mancanza di un servizio nazionale di protezione civile in grado di intervenire tempestivamente. Nelle prime ore dopo la scossa di terremoto, anche le notizie trasmesse dai mezzi di informazione non aiutarono a comprendere nel modo adeguato le dimensioni della tragedia; i primi telegiornali della sera del 23 novembre riferivano di un terremoto di lieve entità, non parlavano di morti e non individuavano in modo esatto l’epicentro. Man mano che le informazioni arrivavano, insieme alle prime ricognizioni aeree effettuate dai mezzi dell’ esercito sui paesi dell’interno, le reali conseguenze del terremoto si dimostrarono ben più gravi.

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Written by Gianni Silei

sabato, 6 dicembre 2008 at 10:45 am

I veleni dietro il latte al veleno

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Salgono a nove i casi di sindrome da latte crudo in Italia. Si parla di allarme e la mente di tutti corre allo scandalo del latte cinese alla melamina di qualche settimana fa. Ci si indigna e si chiedono interventi drastrici per combattere l’ennesimo attentato alla salute pubblica, raccomandando prodotti industriali: più igienici, ergo più sicuri. Forse si arriverà allo stop. Ma il latte crudo fa davvero male? E soprattutto,  glutare latte industriale è davvero così Karasciò?