Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘crollo bancario’ Category

Eutanasia per le anatre zoppe

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daffy2Mentre la stampa nostrana è impegnata a descrivere i mille risvolti della farsaccia della Commissione di vigilanza Rai, la valanga, come l’ha definita ieri Epifani, ha iniziato la sua rincorsa oltre Oceano.

Il modo a dir poco scostante con cui il presidente uscente George W. Bush è stato trattato dagli altri leader all’ultimo G20 di Washington  è emblematico e conferma il carattere paradossale di questo interregno, soprattutto alla luce della grave crisi interna degli USA.

Richiamandosi alla precedente depressione, quella seguita alla crisi del ’29 e al passaggio di consegne tra Hoover e Roosevelt, Paul Krugman insiste sulla necessità di intervenire in fretta per evitare ben più gravi ripercussioni.

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Una nuova Bretton Woods?

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brettonwoodsIl 15 novembre prossimo, a Washington, i leader del G20 saranno chiamati a rispondere alla drammatica crisi internazionale con misure straordinarie. Da più parti si invoca una sorta di nuova Bretton Woods che possa assicurare nuovi e soprattutto duraturi equilibri finanziari internazionali.

Il CEPR, in un lavoro a più voci curato da Barry Eichengreen e Richard Baldwin, prova a stilare un’agenda dei provvedimenti da adottare. Se non per creare le premesse, come avvenne dopo la conferenza del 1944 per una Golden Age, perlomeno per evitare una crisi ancora più grave di quella in corso.

Calma. Non è il presidente del mondo

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St. Barack the Divine - Peter Brookes

St. Barack the Divine Peter Brookes

L’elezione di Obama ha scatenato cori entusiastici in ogni angolo del pianeta: dall’Australia al Kenya.

Un entusiamo senza precedenti ma anche, per la particolare congiuntura internazionale, carico di aspettative che rendono se possibile ancor più delicato il compito del neo presidente. Che però, scrive

Crisi: che fare? Un contributo dalla Francia

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Dopo un precedente appuntamento dedicato alle politiche monetariste, il 4 novembre scorso l’École d’Économie de Paris ha organizzato un secondo incontro incentrato sulla crisi economica al quale hanno preso parte Agnès Benassy-Quéré, François Bourguignon, Daniel Cohen e Philippe Martin. Sul sito web laviedesidées.fr sono disponibili qui i video di questa giornata di studio e altro materiale per l’approfondimento dei temi discussi.

Mo’ me lo segno proprio.

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L’Era della prosperità è finita“, ribadisce oggi sul Wall Street Journal Arthur B. Laffer, già autorevole  consigliere dell’amministrazione Reagan, riprendendo il titolo di un suo libro.
E poi chiude con un giudizio inappellabile: l’amministrazione Bush e questo Congresso saranno ricordati come Herbert Hoover.

Uscire dalla crisi, in Trabant

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Il deputato socialista francese Arnaud Montebourg interviene su Le Monde commentando gli effetti della crisi finanziaria che ha scosso i mercati mondiali. E ripropone un’immagine ormai usata e abusata: per il capitalismo liberale e globalizzato – scrive – si è trattato dell’equivalente della caduta del muro di Berlino.

Eppure, per quanto grave, la situazione non può ancora essere paragonata a quella che coincise con gli eventi del 1989. Almeno finché non vedremo Ben Bernanke sbucare, a bordo di una trabant, dalle macerie di Wall Street.

Vittorie di Pirro

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Alle elezioni del 1931, in piena depressione, il partito laburista propose nel suo programma la nazionalizzazione delle banche. Fu un disastro. Perse le elezioni e rimase confinato all’opposizione per quasi un quindicennio.

Oggi, al Labour di Gordon Brown è riuscito quello che non riuscì al Labour di allora. Anche se, scrive Graham Stewart sul Times, le “nazionalizzazioni”  sono state realizzate per motivi esattamente opposti rispetto a più settant’anni fa. Allora i banchieri furono giudicati troppo conservatori. Oggi troppo poco.