Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘crisi internazionali’ Category

Una guerra comprensibile. Ma stupida

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(Emblema - Corriere della Sera)

Non esiste paese al mondo – scrive oggi sul Times il rabbino Michael Lerner, esponente di primo piano del dialogo interreligioso  – che possa tollerare senza reagire il lancio giornaliero di missili sul proprio territorio da parte di una nazione vicina. Se in Messico un gruppo di anti-imperialisti decidesse di bombardare il Texas è facile immaginare come risponderebbero gli Stati Uniti e soprattutto quali sarebbero i tempi di reazione.

L’attacco di Israele, prosegue il direttore di Tikkun Magazine, è dunque giustificabile. Ciò non toglie che sia, però, anche stupido. Stupido perché – a suo dire – assolutamente sproporzionato, di una durezza eccesiva nei confronti dei civili innocenti (sempre il Times ha accusato tra l’altro le forze armate israeliane di usare bombe al fosforo sul centro abitato di Gaza).

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Written by Gianni Silei

lunedì, 5 gennaio 2009 at 3:10 pm

E se passassimo direttamente al 2010?

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Dov’è che andrà male quest’anno? All’inizio del 2008, scrive

Written by Gianni Silei

venerdì, 2 gennaio 2009 at 9:58 am

Quando il politico va in vacanza

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Come molti sanno, Hitler preferiva il fine settimana per realizzare i suoi colpi di mano in politica estera. Ad esempio, la rimilitarizzazione della Renania (e non dell’Arenaria, come talvolta capita di sentire da qualche esaminando), avvenne, in spregio agli accordi internazionali, il 7 marzo 1936. Di sabato. Lo stesso dicasi per l’annessione dell’Austria: 12 marzo 1938, ancora sabato.

La scelta non era casuale. Il führer sapeva che i politici inglesi, membri del governo inclusi, osservavano scrupolosamente la tradizione nazionale del week-end e dedicavano perciò al riposo gli ultimi due giorni della settimana,  spesso recandosi in campagna o in altre amene località fuori Londra. Il che rendeva più lunga e macchinosa la reazione dell’esecutivo di Sua Maestà in caso di improvvise emergenze, amplificando il fattore sorpresa a favore della Germania nazista.

Alla luce di alcune recenti notazioni di cronaca, e fatte – per carità – tutte le debite proporzioni, è divertente immaginare quale incredibile accelerazione avrebbe avuto la politica espansionistica del nazionalsocialismo se Neville Chamberlain avesse gestito la crisi di Monaco dai Caraibi o se Anthony Eden avesse rilasciato alla stampa le prime dichiarazioni sull’occupazione da parte della Wehrmacht della regione renana  in tuta da sci dentro una baita di montagna.

Written by Gianni Silei

martedì, 30 dicembre 2008 at 8:28 pm

A Mumbai va in onda il Viet-Nam dell’Occidente

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tetQuarant’anni fa, in concomitanza con il capodanno vietnamita, ebbe luogo l’Offensiva del Têt.

Con un’operazione militare preparata accuratamente e in gran segreto, i Nordvietnamiti e i guerriglieri Viet-Cong infiltrarono oltre le linee, nel cuore del Viet-Nam del Sud alleato degli USA, uomini e armi. Portando la guerra dalle giungle inaccessibili del Sud-Est asiatico nei principali centri urbani e colpendo a scopo dimostrativo ma duramente là dove nessuno si sarebbe mai immaginato.

Con quella offensiva la debolezza non solo militare ma strategica e politica degli Stati Uniti fu messa a nudo in modo drammatico e l’opinione pubblica d’oltre Oceano ebbe per la prima volta netta la percezione che la guerra che non stava andando come avrebbe dovuto. E che qualcuno, ai piani alti, aveva commesso degli errori.

Indipendentemente da chi abbia organizzato e realizzato l’azione che da ieri sta mettendo a ferro e fuoco intere aree di Mumbai (Al-Qaeda, i Mujaheddin del Deccan o altri gruppi), è certo questa ha un significato che va al di là dell’azione stessa. Perché se le prime conseguenze colpiscono l’India, mettendone in evidenza le tradizionali debolezze (ad esempio le divisioni di casta e religiose), contraddizioni che, se lasciate irrisolte, rischiano di minare ile basi della sua straordinaria crescita, le conseguenze più rilevanti colpiranno inevitabilmente l’Occidente.

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Written by Gianni Silei

giovedì, 27 novembre 2008 at 3:09 pm