Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘crisi economica’ Category

A Canossa

leave a comment »

Il 12 agosto scorso, Bill Emmott commentò la situazione economico-finanziaria (che come il Titanic era già in rotta di collisione verso il proverbiale iceberg) dipingendo i pessimisti come tante petulanti cassandre. “Macché crisi e crisi”, scriveva allora.

A distanza di qualche mese, Emmott torna su quelle affermazioni con l’animo contrito ma finalmente sollevato del penitente. “Mi sono sbagliato”, “le mie previsioni erano esageratamente ottimistiche”, dice oggi. Ma poi lascia comunque aperta la porta alla speranza: la recessione c’è ma aspettiamo a fasciarci la testa.

Annunci

Written by Gianni Silei

sabato, 3 gennaio 2009 at 9:31 am

E allora diamoci da fare

leave a comment »

Una certa dose di fiducia sulla nostra attitudine a sfidare i pericoli è benvenuta se funziona da anabolizzante, da artificiale ormone della crescita. Ma non basta, perché il futuro dipende dalla grande politica, dalle circostanze e dalla capacità di ciascuno di incidere, per quanto è possibile, sull’elaborazione delle scelte collettive.

Remo Bodei, oggi

Written by Gianni Silei

lunedì, 29 dicembre 2008 at 10:54 am

Sognando Beckham

with one comment

David Beckham e Victoria Adams sono arrivati a Milano. Lui ha già dichiarato di aver “sempre sognato di giocare nel Milan” (anche se nella sua biografia non lo ha scritto, ma solo “per motivi di tempo e spazio”). Se giocherà o non lo deciderà Ancelotti. in ogni caso andrà quasi sicuramente al Grande Fratello. Lei è già in giro a cercar casa, palestra e a fare shopping.

Meno male che il calcio c’è.

La rivincita di Sarkò

leave a comment »

Se per Time Magazine Barack Obama è il personaggio dell’anno, in Europa alcune tra le più autorevoli testate celebrano le doti di Nicolas Sarkozy. A due settimane dalla fine della presidenza francese dell’UE, i giornalisti di nove paesi europei, chiamati a fare il nome del miglior politico tra i paesi dell’Unione,  hanno indicato proprio Nico esaltandone in particolare la leadership e la capacità di gestire le crisi.

Il Times ha fatto altrettanto, apprezzandone la duttilità in politica economica, sorprendendosi, di fronte alle difficoltà dell’economia britannica, delle capacità transalpine di reggere relativamente bene, almeno in apparenza, i duri colpi della crisi mondiale. Considerate le perplessità che ne avevano accompagnato l’insediamento all’Eliseo, queste prese di posizione non solo lo rafforzano politicamente sul piano interno ma rappresentano per Sarkozy una sorta di rivincita personale.

Written by Gianni Silei

giovedì, 18 dicembre 2008 at 4:11 pm

Settore pubblico e pensioni d’oro. Un problema anche inglese

leave a comment »

Ieri, reduce da una riunione a Westminster, Nigel Edwards ha lanciato il classico sasso nello stagno. In pratica, ha dichiarato che in Inghilterra c’è un evidente problema nella previdenza dei dipendenti del settore pubblico. Le pensioni sono troppo alte e ci sono disparità di trattamento rispetto ai lavoratori che operano nel privato .

Quella di Edwards è solo l’ultima presa di posizione su una questione che la crisi ha reso di assoluta attualità. Colpa dei sindacati? Dei governi laburisti? Una cosa è certa, scrive

Competitori cercasi

leave a comment »

The end of communism seems to have slightly unhinged America. We lost our two biggest ideological competitors — Beijing and Moscow. Everyone needs a competitor. It keeps you disciplined. But once American capitalism no longer had to worry about communism, it seems to have gone crazy.

Thomas Friedman, oggi

Written by Gianni Silei

mercoledì, 17 dicembre 2008 at 9:43 am

Primum vivere, deinde philosophari

leave a comment »

Da un po’ di tempo, Thomas Friedman gioca  a fare il grillo parlante. Così non perde occasione per ricordare ad Obama – se mai ce ne fosse bisogno – che appena insediato dovrà agire. E anche alla svelta. In particolare, scrive, dovrà subito sciogliere, a costo di prendere decisioni dolorose, tre nodi: macchine, Kabul e banche. Il futuro stesso della sua presidenza dipende da questo. E dopo, se vorrà, avrà tre anni di tempo per dare libero sfogo alla sua creatività e tentare di tradurre in pratica i suoi sogni.

Dopo.