Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘crisi del 1929’ Category

Cinquanta piccoli Hoover

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La depressione che seguì al crollo di Wall Street fu anche il frutto delle decisioni dell’amministrazione Hoover, che intervenne tardivamente – e male – per risollevare l’economia americana in ginocchio. Fortunatamente, dice Paul Krugman, la presidenza Obama ha promesso un deciso interventismo. C’è però un problema: la pervicace resistenza dei cinquanta governatori, alle prese con le esigenze di bilancio dei loro Stati.

Cinquanta  emuli di Hoover che rischiano di vanificare sul nascere gli sforzi del nuovo corso democratico.

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Written by Gianni Silei

lunedì, 29 dicembre 2008 at 11:41 am

A lezione dagli ammutinati

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Nel 1931, i marinai della HMS Hood, nave da guerra fiore all’occhiello della flotta di sua maestà, insieme agli altri marinai della base navale di Invergordon, in Scozia, si ammutinarono. I futuri (sfortunati) eroi della “caccia alla Bismarck” e i loro commilitoni chiedevano al governo provvedimenti urgenti, in primo luogo a tutela dei salari e delle loro paghe, per fronteggiare la gravissima crisi economica.

Written by Gianni Silei

lunedì, 29 dicembre 2008 at 10:06 am

Una storia di Natale

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America, 1933: il paese è in piena depressione. A poche settimane dal Natale, uno dei più neri nella storia degli Stati Uniti, un giornale di Canton (Ohio) pubblica uno strano annuncio nel quale si chiede ai cittadini in difficoltà di descrivere in una lettera la loro vita e le loro difficoltà. In cambio,  il suo autore, che si firma Mr. B. Virdot, un nome che nessuno in città ha mai sentito, promette  aiuto.

Le lettere, a centinaia, arrivano. Dopo un po’, il misterioso inserzionista annuncia di aver scelto 75 famiglie bisognose. E, inaspettatamente, giungono anche i soldi . Ted Gup racconta qui la curiosa (e natalizia) storia di Mr. B. Virdot, benefattore sconosciuto di Canton, Ohio.

Written by Gianni Silei

lunedì, 22 dicembre 2008 at 9:40 am

Sessantotto, Ventinove, Tombola.

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Corsi e ricorsi Se ne era già parlato qui qualche tempo fa. Il vicedirettore del Corriere Dario Di Vico (del resto, chi meglio di lui?), ritorna sul facile – e sovente ingannevole – gioco delle analogie.

Written by Gianni Silei

lunedì, 17 novembre 2008 at 10:27 am

Mo’ me lo segno proprio.

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L’Era della prosperità è finita“, ribadisce oggi sul Wall Street Journal Arthur B. Laffer, già autorevole  consigliere dell’amministrazione Reagan, riprendendo il titolo di un suo libro.
E poi chiude con un giudizio inappellabile: l’amministrazione Bush e questo Congresso saranno ricordati come Herbert Hoover.

Vittorie di Pirro

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Alle elezioni del 1931, in piena depressione, il partito laburista propose nel suo programma la nazionalizzazione delle banche. Fu un disastro. Perse le elezioni e rimase confinato all’opposizione per quasi un quindicennio.

Oggi, al Labour di Gordon Brown è riuscito quello che non riuscì al Labour di allora. Anche se, scrive Graham Stewart sul Times, le “nazionalizzazioni”  sono state realizzate per motivi esattamente opposti rispetto a più settant’anni fa. Allora i banchieri furono giudicati troppo conservatori. Oggi troppo poco.

Più buonsenso, meno cretinismo

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Sulle pagine di Newsweek, Francis Fukuyama, si cimenta lungamente sull’implosione del mercato finanziario USA e soprattutto sulle ripercussioni nel breve e medio periodo.

I prodotti di maggior successo esportati dall’America a partire dagli anni Ottanta – scrive – erano le idee.

Idee-guida come il capitalismo in versione reaganiana e la diffusione della liberaldemocrazia nel mondo. Idee che, secondo Fukuyama, avevano rappresentato per l’America Inc. altrettanti marchi di successo. E che ora mostrano di avere il fiato corto.

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