Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

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Verso l’infinito (e oltre)

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Anno Nuovo, vita nuova. Dopo una vita breve ma gloriosa TAU ZERO si trasferisce, armi a bagagli, ad un nuovo indirizzo.

http://www.giannisilei.it

Da domani, chi lo vorrà, ci troverà i vecchi post e quelli che man mano pubblicherò d’ora in avanti. Ringrazio tutti coloro che hanno fatto vivere queste pagine e li invito a venirmi a trovare. Su tauzero-due-punto-zero.

Written by Gianni Silei

martedì, 6 gennaio 2009 at 11:26 pm

Pubblicato su articoli

Una guerra comprensibile. Ma stupida

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(Emblema - Corriere della Sera)

Non esiste paese al mondo – scrive oggi sul Times il rabbino Michael Lerner, esponente di primo piano del dialogo interreligioso  – che possa tollerare senza reagire il lancio giornaliero di missili sul proprio territorio da parte di una nazione vicina. Se in Messico un gruppo di anti-imperialisti decidesse di bombardare il Texas è facile immaginare come risponderebbero gli Stati Uniti e soprattutto quali sarebbero i tempi di reazione.

L’attacco di Israele, prosegue il direttore di Tikkun Magazine, è dunque giustificabile. Ciò non toglie che sia, però, anche stupido. Stupido perché – a suo dire – assolutamente sproporzionato, di una durezza eccesiva nei confronti dei civili innocenti (sempre il Times ha accusato tra l’altro le forze armate israeliane di usare bombe al fosforo sul centro abitato di Gaza).

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Written by Gianni Silei

lunedì, 5 gennaio 2009 at 3:10 pm

A Canossa

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Il 12 agosto scorso, Bill Emmott commentò la situazione economico-finanziaria (che come il Titanic era già in rotta di collisione verso il proverbiale iceberg) dipingendo i pessimisti come tante petulanti cassandre. “Macché crisi e crisi”, scriveva allora.

A distanza di qualche mese, Emmott torna su quelle affermazioni con l’animo contrito ma finalmente sollevato del penitente. “Mi sono sbagliato”, “le mie previsioni erano esageratamente ottimistiche”, dice oggi. Ma poi lascia comunque aperta la porta alla speranza: la recessione c’è ma aspettiamo a fasciarci la testa.

Written by Gianni Silei

sabato, 3 gennaio 2009 at 9:31 am

Chi si accontenta gode

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Un ottimistico Marco Fortis, ci ricorda oggi perché – secondo lui – certe volte è meglio abitare in un sottoscala invece che in un attico:

L’Italia, a nostro avviso, patirà meno di altri questa drammatica recessione perché, paradossalmente, la sua crescita economica in questi anni è stata meno forte. Un conto è cadere, come noi dal primo piano della crisi (essendo abituati a crescere solo dell’1%). Un altro è precipitare, come accadrà agli Usa, alla Gran Bretagna, all’Irlanda, alla Spagna e all’Olanda (Paesi che si erano abituati a crescere del 3-4%) dal terzo o dal quarto piano, dopo esservi saliti non virtuosamente con le proprie gambe ma tramite l’ascensore dei debiti privati accelerato irresponsabilmente dai rispettivi sistemi bancari e finanziari, oggi quasi tutti in gravissime difficoltà.

Dunque, alla fine di questo caos economico planetario dagli orizzonti ancora incerti forse rivaluteremo persino la nostra più bassa crescita perché essa non è stata, diversamente da quella di altri Paesi, una crescita “drogata”.

Written by Gianni Silei

venerdì, 2 gennaio 2009 at 11:57 am

E se passassimo direttamente al 2010?

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Dov’è che andrà male quest’anno? All’inizio del 2008, scrive

Written by Gianni Silei

venerdì, 2 gennaio 2009 at 9:58 am

Buon Anno? State scherzando

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Riponiamo i calici. La prima recessione di portata davvero globale, scrive Timothy Garton Ash, continua e metterà l’Occidente di fronte alla necessità di prendere alcune decisioni cruciali che influenzeranno il futuro stesso del capitalismo. Quella attuale, infatti, appare una crisi sistemica che difficilmente potrà essere risolta recitando a memoria il mantra del “torniamo a crescere, costi quel che costi”. La realtà dei fatti, conclude, è molto più complessa. Siamo come l’equipaggio di una nave in mezzo alla tempesta. E non è detto che il tempo non peggiori.

Written by Gianni Silei

giovedì, 1 gennaio 2009 at 10:03 am

Quei piccoli, rassicuranti punti fermi del giorno di capodanno

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linus1Il giorno di capodanno è fatto di anche di consuetudini. In certi casi di veri e propri tormentoni che, sebbene talvolta ci irritino, hanno comunque, nonostante ci costi ammetterlo, un non so che di rassicurante. Rappresentano dei punti fermi. Forse perché ci ricordano tempi passati. La gioventù, l’infanzia. Sanno di focolare, sono come una stella polare di fronte al tempo che passa e che, lentamente ma inevitabilmente,  cambia noi e il mondo che ci circonda.

Anche per questo inizio 2009, ogni consuetudine sarà rispettata: ci sarà il concerto di capodanno, ci saranno i servizi dei TG con le immagini dei fuochi d’artificio di Sydney e via via delle altre metropoli che festeggiano la mezzanotte,  vedremo i suggestivi scorci delle piazze italiane in festa, ascolteremo il bollettino dei feriti per i botti, scuoteremo la testa di fronte ai soliti temerari tuffatori che sfidano le acque gelide (e la leptospirosi), ascolteremo oroscopi  e previsioni e, infine, ci informeremo sugli sviluppi della solita guerra in medio oriente.

Addio 2008. Benvenuto 2009. E’ bello sapere che, in fondo, le tradizioni vengono sempre rispettate.

Written by Gianni Silei

giovedì, 1 gennaio 2009 at 1:00 am