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Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Un nuovo indicatore economico: la felicità

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Da qualche tempo si ritiene che, nelle società più avanzate, alcuni dei tradizionali strumenti utilizzati per valutare lo stato di salute di una economia, ad esempio il Prodotto Interno Lordo (PIL), non siano ormai più in grado di fornire indicazioni attendibili. E così emergono possibili nuovi parametri: il benessere (welfare), il “sentirsi bene“, il livello di soddisfazione ed appagamento personale (well-being). Indicatori (peraltro di difficile misurazione per la loro evidente intangibilità e soggettività) non necessariamente quantificabili nell’ammontare complessivo dei beni e servizi prodotti in un determinato lasso di tempo.

Nel 2007, l’Università di Leicester avanzò, nell’ambito di uno studio di taglio psicosociale, alcune considerazioni proprio in merito alla “misurazione della felicità”, arrivando a redigere una mappa globale del benessere individuale.

Nel novembre scorso, in Francia, un gruppo di economisti si è riunito in una tavola rotonda ed è tornato a discutere di questo tema relativamente nuovo ed esotico. Può la felicità diventare uno dei parametri sui quali, in futuro, calcolare il livello di sviluppo di una società? Si può immaginare una economia della felicità? Se ne parla qui.

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Written by Gianni Silei

sabato, 20 dicembre 2008 a 9:44 am

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