Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Larghe intese? L’anticamera del fascismo. Parola di Tony Benn

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Il grande vecchio del laburismo di sinistra, Tony Benn, replica sul Guardian ad un precedente articolo del deputato del Labour Frank Field che ha proposto, in caso di emergenza, di creare un National Government, in pratica un governo di “larghe intese” aperto ai Tories e a tutte le altre forze politiche.

Nel suo intervento Field, di fatto, riproponeva – aggiornata – la soluzione adottata nel Regno Unito nel 1931, quando conservatori, liberali e laburisti (anche se della componente che faceva capo a MacDonald) formarono un governo di unità nazionale per superare le difficoltà provocate dagli effetti della crisi del ’29.

Quella soluzione – dice Benn – fu una disgrazia perché non solo non risolse i problemi ma rappresentò una grave ferita per le regole democratiche, aprendo per giunta la strada a movimenti di ispirazione fascista come le camice nere – la BUF – di Oswald Mosley (fino a pochi anni prima l’enfant prodige proprio del Labour). Era sbagliata allora,  sarebbe sbagliata  oggi.

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3 Risposte

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  1. […] … [Continua a leggere…] […]

  2. Tony Benn e’ tuttora uno dei piu’ noti e stimati politici inglesi ma purtroppo molto spesso le sue analisi (e profezie) sono minate alla base dal suo dogmatismo: ho avuto modo di intervistarlo un paio di mesi fa sul rapporto tra UK ed EU (un tema sul quale negli anni ’60 egli ha radicalmente cambiato idea) ed ho potuto personalmente constatare che anche di fronte a dati oggettiviegli fa prevalere una analisi basata su elementi ideologici.

    In questo caso, poi, attribuire al National Government (che duro’ ininterrottamente dal 1931 al 1945, sotto diversi leader e con diversi governi) le colpe per la crescita di un movimento fascista in Gran Bretagna….
    Bisogna ricordare che quello era il periodo in cui, di fronte a governi incapaci di garantire la governabilita’, molti paesi europei si affidarono alle risposte plebiscitarie e di destra… mentre invece la Gran Bretagna riusci’ a mantenere la destra populista ai margini della politica. (Moseley fu eletto parlamentare prima dai conservatori e poi dai laburisti ma non riusci’ mai a farsi eleggere come indip[endente ne’ come BUF).
    Molti analisti (Samuel Beer il piu’ autorevole) ritengono che questo fu possibile perche’ le politiche corporatiste che caratterizzavano i movimenti di destra in Europa qui erano patrimonio di entrambi i due principali partiti.

    Mi pare poi che Benn sottovaluti il significato che il pre-war consensus abbia avuto sul pos-war consensus e il fatto che le riforme strutturali introdotte dal governo laburista di Attlee (welfare state, keynesismo, accordi con le parti sociali) siano state sostanzialmente condivise da tutti i governi successivi fino al 1979 (Thatcher)

    Io sono sostanzialmente contrario ad un governo delle larghe intese oggi in Gran Bretagna (e per fortuna non e’ una questione che i partiti stanno seriamente considerando) ma lascerei perdere le riflessioni storiche di Benn, altrimenti quasi quasi cambio idea…

    homoeuropeus

    giovedì, 11 dicembre 2008 at 1:45 pm

  3. Condivido. Al di là dei suoi limiti e delle polemiche che accese all’interno della sinistra, il National Government impedì una deriva di destra in Inghilterra. Mosley, fallita l’esperienza del New Party, finì infatti relegato – come giustamente dici – ai margini della politica di allora. Semmai la colpa di alcuni esponenti di quella strana coalizione, cioè degli appeasers, fu quella di sottovalutare colpevolmente le rivendicazioni di Hitler.
    Benn è un leader carismatico ma appunto della sinistra radicale del Labour. Un diehard di sinistra che, con Michael Foot, dalla fine degli anni ’70 scelse la via dell’intransigentismo contribuendo a rafforzare il thatcherismo.

    Della sua analisi concordo, come te, sulla contrarietà a governi di unità nazionale. Il Labour deve assumersi, come si suol dire, gli onori ma anche agli oneri del suo essere forza di governo. Il che non dovrebbe essere un problema, visto che c’è Gordon Brown, salvatore del mondo 😉

    Ah. Una notazione fuori contesto. Ti invidio. Ma proprio tanto. Intervistare un pezzo di storia vivente come Tony Benn…

    tauzero

    giovedì, 11 dicembre 2008 at 9:37 pm


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