Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

A Mumbai va in onda il Viet-Nam dell’Occidente

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tetQuarant’anni fa, in concomitanza con il capodanno vietnamita, ebbe luogo l’Offensiva del Têt.

Con un’operazione militare preparata accuratamente e in gran segreto, i Nordvietnamiti e i guerriglieri Viet-Cong infiltrarono oltre le linee, nel cuore del Viet-Nam del Sud alleato degli USA, uomini e armi. Portando la guerra dalle giungle inaccessibili del Sud-Est asiatico nei principali centri urbani e colpendo a scopo dimostrativo ma duramente là dove nessuno si sarebbe mai immaginato.

Con quella offensiva la debolezza non solo militare ma strategica e politica degli Stati Uniti fu messa a nudo in modo drammatico e l’opinione pubblica d’oltre Oceano ebbe per la prima volta netta la percezione che la guerra che non stava andando come avrebbe dovuto. E che qualcuno, ai piani alti, aveva commesso degli errori.

Indipendentemente da chi abbia organizzato e realizzato l’azione che da ieri sta mettendo a ferro e fuoco intere aree di Mumbai (Al-Qaeda, i Mujaheddin del Deccan o altri gruppi), è certo questa ha un significato che va al di là dell’azione stessa. Perché se le prime conseguenze colpiscono l’India, mettendone in evidenza le tradizionali debolezze (ad esempio le divisioni di casta e religiose), contraddizioni che, se lasciate irrisolte, rischiano di minare ile basi della sua straordinaria crescita, le conseguenze più rilevanti colpiranno inevitabilmente l’Occidente.

Emerge, sottotraccia, un non so che di simbolico, in quello che è avvenuto. Il caso (ma lo è stato davvero?) ha voluto che la caccia all’occidentale sia avvenuta proprio a Mumbai, città che ha scelto di modificare il suo vecchio nome (Bombay) perché attribuitole, storpiando la lingua locale, dai colonizzatori inglesi.

I fatti di Mumbai sono qualcosa di più di una tappa nella “guerra al terrorismo internazionale”, formula che ormai si ripete in modo un po’ logoro all’indomani di qualche attentato particolarmente grave e che, tanto per proseguire il parallelismo con il Viet-Nam, ricorda molto i comunicati stampa, precotti, che davano conto dell’andamento delle operazioni giornaliere di Search & Destroy condotte nella giungla dai marines.

Per gli Stati Uniti, la guerra del Viet-Nam dopo l’Offensiva del Têt non fu più la stessa. C’è da sperare che per l’Occidente e per gli occidentali quello che hanno appena vissuto non rappresenti – come per gli americani nel  gennaio del 1968 – un brusco risveglio. La scoperta di vivere in un secondo Viet-Nam. Senza essersene resi conto prima.

Written by Gianni Silei

giovedì, 27 novembre 2008 a 3:09 pm

3 Risposte

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  1. crisi economica e devastazioni!

    Sento dire con troppo semplicismo che quest’azione di forza del terrorismo in India è un’ulteriore riprova della bontà delle analisi e delle politiche antiislamiche che, in Italia per esempio, hanno propagandato gente quali: Ferrara, Fallaci, e via dicendo.
    Orbene dicendo ciò si fà solo mostra di inerme ignoranza, la situazione nel mondo è talmente complessa, l’intreccio di questioni nazionali e religiose è talmente intricato che serve a poco individuare un facile bersaglio.
    Mi verrebbe da pensare come in una situazione di crisi mopndiale quale quella che stiamo vivendo, di progressivo depauperamento culturale, economico, ambientale, in un panorama di indicibile povertà e sofferenza come quello in cui siamo costretti a vivere, episodi del genere di quelli occorsi a Mombai ci si dovrebbe inquietare se non accadessero.
    Agli stupidi e poco originali islamofobi non mi resta che consigliare di fuggirsene in Cina, forse solo lì sarebbero al ripare dall’assalto degli oppressi.

    giuseppe

    giovedì, 27 novembre 2008 at 4:30 pm

  2. Caro Giuseppe, concordo con te. Le questioni sono complesse e richiedono soluzioni articolate.
    Le organizzazioni terroristiche trovano proseliti proprio laddove dilaga la miseria, l’ignoranza, la disperazione. Il rancore e l’odio sono anche figli del modo contraddittorio e ambiguo con cui l’Occidente si è presentato in queste come in altre aree. Alla larga dai medici che scrivono ricette facili e propongono soltanto rimedi, com’è stato in molti casi finora, drastici.
    Speriamo che alla fermezza nel contrastare gli autori di questi attacchi si affianchino finalmente politiche nuove. Altrimenti ci ritroveremo presto a parlare di un’altra strage. Ah, e nel frattempo, beninteso, i problemi globali (miseria compresa) saranno naturalmente aumentati…

    tauzero

    giovedì, 27 novembre 2008 at 4:45 pm

  3. La guerra del Vietnam e’ la mia guerra,quella di quando ero giovane.Ho 1 figlio di 35 anni pilota di caccia,istruttore d’accademia e ora nella N.A.T.O. Lui ha gia fatto 4 guerre,dalla yugoslavia all’Afganistan e altre.Lui non pippa coca e poi ammazza gli amici guidando dopo la discoteca.Ecco perche’,on La Russa,il militare va rimesso x tutti e non per lo stipendio,come l’olimpionica che era nei carabinieri e si e’ venduta ad ANNO O come presentatrice lasciando l’Arma.

    roberto

    giovedì, 1 gennaio 2009 at 7:49 pm


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