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Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Workfare: un primo bilancio

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Per un certo periodo il workfare ha rappresentato, per il Nord America, l’Australia, il Regno Unito e poi per alcune realtà continentali, una sorta di strada alternativa al welfare assistenzialistico. Una “terza via” capace di conciliare Stato sociale con esigenze di contenimento della spesa pubblica.

Dalla Francia, dove si è percorsa la strada del Revenu minimum d’insertion (RMI), il reddito minimo d’inserimento, Jean-Claude Barbier traccia qui un bilancio comparato dei programmi workfare-to-welfare. Dal quale emerge come lo strumento che anche Bill Clinton aveva salutato come l’approccio che avrebbe messo “la parola fine al welfare così come lo abbiamo conosciuto” abbia sostanzialmente disatteso le aspettative. Insomma, nella migliore delle ipotesi, i lavori socialmente utili sono una soluzione, non la soluzione.

Written by Gianni Silei

martedì, 4 novembre 2008 a 4:05 pm

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