Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

La Francia ha paura

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“La Francia ha paura” è una formula che nell’ultimo trentennio, ma in particolare a partire dai primi anni di questo inizio secolo, è stata utilizzata in misura crescente dai media ma anche da sociologi, politici, urbanisti ed esperti in genere per spiegare alcuni dei fenomeni legati alle trasformazioni della società transalpina. In Francia, come in altre realtà del mondo occidentale, il bisogno di sicurezza rappresenta ormai un tema di primaria importanza.  Ed è partendo proprio dal crescente senso di insicurezza collettiva che Laurent Bonelli traccia, da una prospettiva sociologica, un panorama dell’evoluzione delle paure urbane della Francia, soffermandosi in particolare sull’ultimo venticinquennio.

Bonelli parte in prima battuta da quelli che potrebbero definirsi i “luoghi” dell’insicurezza, ovvero i quartieri popolari, le banlieues, teatro nel 2005 di un’ondata di violenze che ha rappresentato uno spartiacque epocale per il paese e soprattutto il tessuto sociale che li popola. Luoghi trasformatisi profondamente proprio a partire dagli anni Ottanta e divenuti perciò terreno d’incubazione di profonde contraddizioni sociali e culturali, emerse in tutta la loro dirompenza proprio con la rivolta giovanile di tre anni or sono. Queste trasformazioni hanno investito non solo l’aspetto culturale e sociale ma sono state in qualche misura favorite ed amplificate dalle scelte urbanistiche compiute nei grandi centri urbani come in quelli di dimensioni minori. Scelte che in molti casi, accrescendo anche sul piano spaziale le distanze sociali, hanno accentuato certi malesseri in parte già presenti nelle periferie e nei quartieri popolari.

La paura e l’insicurezza, anche quando si fanno “sentimenti collettivi“ investono in primo luogo l’aspetto della percezione che l’opinione pubblica può avere di un determinato fenomeno, di un particolare gruppo sociale o di una particolare etnia (nel caso specifico quella di origini maghrebine che è stata al centro dei disordini delle banlieues). Per questo, Bonelli dedica ampio spazio alla genesi della sicurezza-insicurezza nel dibattito politico e al modo con cui questi temi hanno rappresentato, a livello locale e poi in ambito nazionale, un elemento sempre più centrale nel programma dei principali partiti: dal Front National di Le Pen allo stesso partito socialista, fino alle presidenziali del 2002, dove proprio la questione sicurezza, grazie all’ex ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy, è divenuta il tema principale della campagna elettorale.

Sempre in questo contesto, il libro affronta un altro aspetto decisivo per la creazione e il radicamento dell’insicurezza sociale, ovvero quello relativo al ruolo dei media che proprio nell’arco di un ventennio hanno proceduto – in parte influenzati da altre esperienze nazionali –  a presentare e “consacrare” l’insicurezza.
Infine, l’analisi si concentra sulla questione criminalità e sulle trasformazioni intervenute nella struttura organizzativa e nelle procedure stesse dei corpi di polizia, chiamati ad intervenire in prima battuta, spesso senza la necessaria preparazione e prive di adeguate procedure d’intervento,  in contesti sempre più degradati dove le contraddizioni sociali ed economiche rischiano continuamente di degenerare in violenze collettive. È proprio la “destrutturazione” e la “demoralizzazione” degli ambienti popolari, avvenuta negli ultimi decenni, ad aver creato – secondo Bonelli – l’attuale clima di contrapposizione e radicalizzato le posizioni (e le soluzioni) di fronte alla questione della sicurezza collettiva. Due aspetti che richiedono, a suo parere, soluzioni articolate (economiche, culturali, sociali, territoriali) e non certamente il solo ricorso alla repressione o il mero controllo del territorio da parte delle autorità pubbliche, locali e nazionali.

Laurent Bonelli, La France a peur. Une histoire sociale de l’«insécurité» , Paris, La Découverte 2008, pp. 420.

Written by Gianni Silei

lunedì, 3 novembre 2008 a 8:50 am

Una Risposta

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  1. La Francia ha paura « Tau Zero…

    “La Francia ha paura” è una formula che nell’ultimo trentennio, ma in particolare a partire dai primi anni di questo inizio secolo, è stata utilizzata in misura crescente dai media ma anche da sociologi, politici, urbanisti ed esperti in genere…

    upnews.it

    lunedì, 3 novembre 2008 at 9:00 am


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