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Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Quando gli alieni sbarcarono a New York

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Il 30 ottobre del 1938, la voce di Carl Phillips, corrispondente della CBS, annunciò agli ascoltatori che in prossimità della fattoria dei Wilmuth a Grovers Hills, nel New Jersey, erano atterrati i dischi volanti.

La concitata descrizione di come dall’astronave aliena fosse uscita una mostruosa creatura e del successivo attacco con spaventose armi a raggi nei confronti della folla e dei militari sopraggiunti sul posto, scatenò il terrore tra i radioascoltatori. La trasmissione scatenò una incredibile ondata di panico collettivo. Dei circa sei milioni di radioascoltatori, quasi un milione e mezzo si convinse di stare ascoltando in diretta a una invasione aliena. Qulcuno si barricò in casa. Altri presero la macchina e lasciarono la città. I centralini furono presi d’assalto.

Non era vero nulla. Si era trattato, com’è noto, di un radiodramma, ispirato alla Guerra dei Mondi di H.G. Wells, allestito al Mercury Theatre da un giovane autore e attore: Orson Welles.

L’episodio, di cui quest’anno ricorre il settantesimo anniversario, è conosciuto. Pochi sanno, tuttavia che quello di Welles non fu il primo caso di panico collettivo provocato da uno dei primi mezzi di comunicazone di massa quale la radio.

Sabato 16 gennaio 1926 alle 7.40 un’altra trasmissione radiofonica, questa volta trasmessa dagli studi di Edimburgo della BBC, Broadcasting from the Barricades diffuse la paura tra gli ascoltatori inglesi. Eppure si trattava di una trasmissione satirica, ideata da un sacerdote, padre Ronald Knox. Nel corso del programma, si raccontava, anche qui in diretta, il degenerare di una manifestazione popolare in un vero e proprio tumulto di piazza.

Anche in questo caso, un corrispondente che affermava di essere in collegamento da Londra informò i radioascoltatori che un certo Mr Popplebury, segretario di un improbabile Movimento Nazionale per l’Abolizione delle Code a Teatro, stava arringando un nutrito gruppo di manifestanti, assiepati nella centralissima Trafalgar Square. A un certo punto, Mr Popplebury – affermò con voce alterata lo speaker – incitò i facinorosi a prendere d’assalto e saccheggiare prima la National Gallery, poi il Parlamento, infine, in un crescendo di violenza, a radere al suolo il Big Ben.

Nonostante l’intento satirico fosse stato più volte dichiarato, gli effetti della trasmissione (20 minuti in tutto) furono del tutto inaspettati. Molti ascoltatori, soprattutto fuori Londra, assediarono i commissariati per avere la conferma della notizie riportate dalla radio. Le redazioni dei giornali furono prese d’assalto da cittadini angosciati. La domanda più ricorrente, riportata dall’Irish Telegraph era: “Ma è vero che la Camera dei Comuni è crollata?”.

In questo caso, l’ondata di panico non fu generata dagli alieni ma da una paura ben più concreta, quella del “pericolo rosso”, cioè della rivoluzione comunista. Il potere dei mezzi d’informazione era stato per la prima volta testato. Ironia della sorte, qualche mese dopo, l’Inghilterra fu davvero paralizzata da uno sciopero generale nazionale (il primo della sua storia) che mise in ginocchio il paese.

La trasmissione di padre Knox e l’adattamento della Guerra dei Mondi di Welles furono i primi casi di numerose altre bufale mediatiche via radio e, successivamente, via video. Tra i casi più recenti, quello del 13 dicembre 2006, allorché la tv pubblica francofona Rtbf mandò in onda un’edizione speciale del telegiornale nella quale si dava notizia dell’avvenuta secessione dal Belgio da parte del Parlamento Fiammingo. Con conseguente sconcerto tra gli ascoltatori e la popolazione belga, informata ad un certo punto che il re aveva addirittura abbandonato il paese nel caos.

Anche in questo caso non era vero nulla. La Tv pubblica si era inventata tutto con l’obiettivo, si giustificò il direttore del canale Jean-Paul Philippot, di “aprire un dibattito” su un tema di attualità in Belgio come quello dell’autonomismo.

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