Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Quale futuro per gli insegnanti di storia?

with 4 comments

La questione del processo di formazione e reclutamento del personale docente delle Scuole secondarie. Secondo Gaetano Greco si prepara un vero e proprio mostro. Una “giungla prossima ventura” ai danni della scuola italiana.

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Written by Gianni Silei

lunedì, 27 ottobre 2008 a 4:33 pm

4 Risposte

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  1. E dopo le Siss/Sics e compagnia bella… noi poveri “insegnanti precari” dovremmo prenderci un altro foglio di carta… per insegnare cose che sapevamo già insegnare! Saremo i professori più “formati” che ci siano mai stati… peccato che i corsi vari siano spesso pieni di sciocchezze del tipo:
    “Il curricolo opzionale è quel curricolo che si può fare come opzione”… sbobinato fresco fresco dall’ennesimo corso di aggiornamento!!! E pensare che non abbiamo soldi da buttare!

    Godot

    lunedì, 27 ottobre 2008 at 9:17 pm

  2. Concordo. Non si tratta solo di individuare con maggiore chiarezza i percorsi professionalizzanti ma, soprattutto, di fornire corsi di aggiornamento che siano davvero tali e non perdite di tempo infarcite di frasi “alla Catalano” come quelle che riferisci. Il che rimanda a un interrogativo angoscioso: chi forma i formatori?

    tauzero

    lunedì, 27 ottobre 2008 at 9:49 pm

  3. Infatti.. sul mio curriculum è scritto a chiare lettere che sono aperta all’idea di “qualsiasi corso di formazione”… ma dopo anni che gravito attorno a quelli scolastici… mi rendo conto che non sono preparatori… e che quel che so l’ho imparato con coscienza da me (nonostante l’idea di mattesca che posso dare) sapendo che sulle mie spalle sarebbero pesati i futuri dei miei allievi.
    Nella maggior parte d’Europa (che tanto portano a modello quando vogliono loro) gli insegnanti hanno l’obbligo di seguire un corso di pedagogia di un paio di mesi… e poi… via a fare 6 mesi di tirocinio e poi a lavoro! E’ abbastanza… per iniziare… poi deve essere il compito dell’insegnante di aggiornarsi… ma spesso il primo aggiornamento, quello più importante, viene dal confronto con i ragazzi!

    Godot

    lunedì, 27 ottobre 2008 at 9:57 pm

  4. L’ideale sarebbe unire il lavoro “sul campo” (che è di gran lunga quello che forma – e gratifica – di più) con approfondimenti mirati. L’aggiornamento è basilare ma spesso si dimentica che insegnare, ma se vogliamo anche far ricerca, almeno per quella che è la mia esperienza, non è solo questione di “tecnica”.

    E’ un mestiere come quello degli artigiani. Lo si impara “a bottega” dai propri maestri e lo si affina con la pratica quotidiana e con il confronto (laddove questo sia possibile) con i colleghi.

    Non è solo una questione di moduli, crediti e str*** simili…

    tauzero

    lunedì, 27 ottobre 2008 at 10:19 pm


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