Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

300.000 in piazza per la scuola

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Banksy - There is always hope

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Written by Gianni Silei

venerdì, 17 ottobre 2008 a 10:24 am

7 Risposte

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  1. La scuola italiana sta scadendo sempre più… ha sempre avuto “grane burocratiche” essendo anche lei legata a fogli e foglietti, documenti, richieste triple, ma almeno è sempre stata caratterizzata da una discreta preparazione. Ora mi trovo ragazzi in prima media che quando gli chiedo se sono mai stati fuori dall’Italia mi rispondono “Sì, in Puglia”, e non sono casi isolati, non sono neanche gli “asini” della classe, sono proprio quelli che hanno avuto “ottimo e eccellente”! E poi arrivano loro, e con questa CAVOLATA della classe singola, rischiano di farci tornare indietro di 60 anni, e se uniamo il tutto all’episodio del pulman (una donna malmenata perchè si era “seduta”)… allora povero Martin Luther King, è morto proprio per nulla!

    Godot

    venerdì, 17 ottobre 2008 at 2:21 pm

  2. Ciao Godot.
    Il dramma della scuola e dell’istruzione superiore (non parliamo dell’Università) è il risultato di tante concause. Tra queste, metterei al primo posto le scelte politiche e finanziarie scellerate compiute ‘baipartisan’ (come dicono in tivvu) in questi ultimi decenni, oltre che di una spaventosa disgregazione culturale e sociale (un tempo si sarebbe tirato in ballo i “valori” o i “disvalori”). Ma è anche – ammettiamolo – il prodotto della superficialità e della impreparazione di molti insegnanti. Sotto questo aspetto, gli studenti, i ragazzi, sono le prime vittime, anche se ciò non deve rappresentare un alibi. Mi fermo qui perché il discorso sarebbe lungo.
    Comunque tutto questo è moolto triste.

    P.S.
    Martin Luther King morto? Ma quando è successo?
    😉

    tauzero

    venerdì, 17 ottobre 2008 at 4:08 pm

  3. Ehm… veramente io… sarei un’insegnante!!! Però non ti posso dare torto… quando ho assegnato il Giro nel Mondo in 80 giorni da leggere per le vacanze estive una mia collega mi ha detto che adorava “quel libro di Twain” 😦
    Il guaio è che i ragazzi sono SEMPRE le vittime… ma spesso i genitori non fanno neanche un granchè per salvarli: apprezzano insegnanti amichevoli e sminuiscono chi semmai dice al ragazzo di arrivare in orario… chissà chi è? 😉

    Godot

    venerdì, 17 ottobre 2008 at 7:07 pm

  4. Concordo in pieno con te.
    Responsabilizzare i ragazzi e stabilire delle regole non significa tornare alla scuola dei tempi dell’inquisizione. Secondo me, un buon professore, soprattutto in quella che ai miei tempi si chiamava la scuola dell’obbligo, oltre a fornire le basi di ciascuna materia dovrebbe trasmettere il piacere della conoscenza e cercare di fornire ai suoi ragazzi gli strumenti per elaborare un metodo di studio che consenta loro di arrivare preparati all’Università o di affrontare, se decidessero di non proseguire negli studi, i problemi della vita o sul posto di lavoro. Deve formare, nel senso pieno della parola, cittadini consapevoli.

    Insegno a studenti del primo anno di un corso di laurea triennale e devo dire che la differenza tra chi ha avuto insegnanti di questo tipo e professori che semplicemente li hanno riempiti di nozioni (che subito dimenticano) si vede.

    Intendiamoci: gli insegnanti possono fino ad un certo punto. Ci sono anche gli studenti disgraziati che non si interessano di nulla (tronisti/e a parte) e che vengono agli esami in bermuda e infradito, sgranando gli occhi se uno gli chiede chi era De Gasperi o Togliatti, che non hanno idea di quando sia scoppiata la seconda guerra mondiale o che farneticano parlando di “don Struzzo” o di “Bakunik”.

    Sui genitori concordo in pieno con te. Se ci sono problemi di rendimento o di rapporti col professore, nel dubbio danno subito la colpa al docente, facendogli definitivamente perdere quella autorevolezza (da non confondere con la semplice autorità) che gli servirebbe proprio per far bene il suo lavoro.

    tauzero

    venerdì, 17 ottobre 2008 at 7:59 pm

  5. Ah… io ho avuto anche lamentele da alcuni genitori perchè ho parlato ai ragazzi di Shakespeare… in particolare di Amleto, considerato a quanto pare un argomento non adatto… i miei sono studenti delle medie, anche loro tutti presi da tronisti e veline… eppure dovevi vedere come si sono appassionati alla storia… certo sembrava un po’ una telenovela per come gliel’ho raccontato! 😀 Ma almeno alla fine della lezione sapevano chi fosse e forse prima dei 20 anni leggeranno qualcosa di più che il libro di Amici &co. Letture a dire di quella mamma più adatta alla mente “influenzabile” della figliola!

    Godot

    venerdì, 17 ottobre 2008 at 8:06 pm

  6. Tieni duro. Se a anche uno di loro, dopo aver appreso da te la versione “romanzata” verrà voglia di conoscere la storia leggendo direttamente da Shakespeare ne sarà valsa la pena.

    Dì a quella mamma che è molto peggio l’influenza di un emulo di Marco Carta che quella di uno sfigatissimo principe danese che gira di notte per i bastioni di un castello con in mano il teschio del povero buffone di corte…

    tauzero

    venerdì, 17 ottobre 2008 at 8:29 pm

  7. Ah figuriamoci… testa dura come sono non mi si smuove mai!!! 😀

    Godot

    venerdì, 17 ottobre 2008 at 8:33 pm


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