Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Alle 18.00 comincia il Giudizio Universale

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Pochi giorni fa, in California, un ex analista finanziario quarantacinquenne di origini asiatiche, Karthik Rajaram, ha sterminato la propria famiglia, moglie, figli e suocera, e poi si è suicidato.

In un biglietto ha scritto di disoccupazione e di investimenti andati male.

Probabilmente la crisi dei mercati entra solo incidentalmente in questa vicenda. Ma per molti, la storia di Karthik, quei corpi coperti da un lenzuolo bianco, legati sulla barella di un coroner e che escono da una bella casa, con il prato falciato e macchine costose parcheggiate in fondo al vialetto, rappresentano un po’ il simbolo della fine del sogno americano.

Karthik Rajaram era quello che gli anglosassoni definiscono  con ammirazione un “vincente”. Sette anni fa il britannico Daily Telegraph gli aveva addirittura dedicato un servizio, riportando che, in occasione di un trasferimento da una società ad un’altra, aveva ricevuto una “liquidazione” di  875.000 sterline. Quasi un milione e mezzo di dollari.

Karthik Rajaram  non era un top manager, ma è stato comunque uno dei ballerini di fila del gran ballo finanziario-speculativo di questi ultimi anni. Riprendendo le parole del pezzo di oggi di Massimo Mucchetti, Karthik, nel suo piccolo, è stato tra coloro che hanno  sfidato la legge divina. Ha incautamente partecipato dei  sette peccati del capitalismo.  Ha peccato e ha attirando su di sé l’ira degli dei.

C’è qualcosa di vagamente apocalittico in tutto questo.  Nella storia di Karthik, ma, più in generale, nelle convulse vicende di questi giorni. Gli ingredienti ci sono tutti: il senso di disorientamento associato all’idea di aver imboccato un declino apparentemente inarrestabile. La progressiva perdita  di quei punti di riferimento (culturali, ideologici, politici, adesso materiali) che rendono il mondo qualcosa di “conosciuto”, prevedibile  e perciò rassicurante.  Ernesto De Martino, che scrisse anche di apocalissi culturali, parlò di “spaesamento tragico”, di “stupore” come di sentimenti ricorrenti ogni qual volta, un avvenimento epocale rompe un equilibrio economico o sociale. Reale o presunto.

In questo senso, gli eventi che ci stiamo apprestando a vivere (perché una cosa è certa: siamo appena all’inizio) possono essere definiti apocalittici. Ma, come scrive sempre oggi Bernard Henri-Lévi, nel senso proprio che deve essere attribuito  a questo termine, ossia di distruzione creatrice.

Angeli, fiamme, demoni a parte, Apocalisse significa innanzitutto  “rivelazione”, palingenesi. Significa dissoluzione ma anche rinascita, punto di svolta. Non a caso, Henri-Lévi evoca un’immagine richiamata più volte in questi ultimi giorni da osservatori sia di destra che di sinistra: quella del crollo del muro di Berlino.  Come nel 1989 siamo di fronte ad un “evento colossale”, scrive, “ forse inaugurale, di cui siamo lungi dal vedere tutte le conseguenze: l’inizio di una nuova era; una sorta di anno zero del capitalismo nuovo”.

Vent’anni dopo il comunismo sovietico, finisce sotto le macerie il capitalismo. O meglio, quel modello di capitalismo che aveva scelto di viaggiare sulla locomotiva del debito. Una motrice velocissima, ma che appare ormai lanciata verso un binario morto.

Il mondo non finisce domani, dunque. Però qualcuno si ricordi di tirare il freno d’emergenza

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3 Risposte

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  1. E’ come dire che “lo steccato bianco” di quella che nell’immaginario comune è la classica casa americana… ha i cardini che cigolano! Secondo varie teorie… ci stiamo avvicinando alla mezzanotte del mondo, alias Apocalisse… per altre è solo la curva bassa di un ciclo che verrà a breve la risalita… un ciclo che dovrebbe durare un massimo di 8 anni. Se l’attentato alle torri gemelle ha segnato l’inizio della discesa… allora dovremmo tirare la cinghia solo per un altro anno al massimo e poi ricominciare la risalita!

    Godot

    venerdì, 10 ottobre 2008 at 2:33 pm

  2. Speriamo. Anche perché c’è chi, dopo aver toccato il fondo, comincia pure a scavare 😉

    tauzero

    venerdì, 10 ottobre 2008 at 2:53 pm

  3. Ah beh allora siamo inguaiati! 😉

    Godot

    venerdì, 10 ottobre 2008 at 4:19 pm


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