Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Il morbo del vicino è sempre più verde

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E’ in arrivo l’influenza. In Giappone, come usano dire in questi casi i mezzi di informazione, “è già emergenza” e le autorità consigliano l’uso di mascherine per evitare la diffusione di un virus il cui ceppo si preannuncia particolarmente insidioso.

Il risvolto psicosociale delle malattie, specie di quelle a carattere epidemico o di particolare impatto sociale, è ormai un dato acclarato: esse richiamano paure inconsce che travalicano quella di essere contagiati o delle sofferenze stesse o della morte che dal contagio possono eventualmente derivare.

In passato, a parte l’influenza, se il colera, come la peste, rappresentava l’incarnazione della paura della morte fisica, la sifilide fu il simbolo, per tutto l’Ottocento della morte morale.  Sin dalla sua diffusione in Occidente la “peste venerea” generò allarme e paura, per le terribili deturpazioni fisiche che provocava ma anche a causa del carattere sessuale legato alla sua trasmissione, suscitava senso di colpa e vergogna. La paura della sifilide toccò il suo massimo proprio tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento .

Dopo i “selvaggi” del Nuovo Mondo, con i loro costumi promiscui e dissoluti, e dopo gli ebrei, che cacciati dalla Spagna vagavano per l’Europa spargendo, diffondendo la leggenda antigiudaica, la malattie, l’accusa di essere il veicolo di contagio della sifilide fu di volta in volta attribuita  all’“altro”: alla donna (il cui organo sessuale fu a lungo ritenuto l’unico ricettacolo del male), al “diverso”, allo “straniero” o all’antagonista di turno.

Emblematico fu il nome con il quale la sifilide venne comunemente chiamata nei vari paesi. I francesi,  ad esempio, la chiamarono male napoletano o italiano; gli italiani il mal francese; i portoghesi morbo castigliano; i giapponesi morbo portoghese; gli olandesi vaiolo ispanico; i polacchi mal dei tedeschi; i russi  mal dei polacchi; i persiani morbo dei turchi; gli africani mal spagnolo; i canadesi (i più politically correct di tutti) la chiamarono male della baia di san Paolo; i turchi morbo dei cristiani.

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Written by Gianni Silei

venerdì, 26 settembre 2008 a 7:49 pm

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