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Sapete che cosa dovremmo fare?
Era difficile, per Veltroni, osare di più. Il partito era in piena bufera. Invece di tornare indietro, o implodere, ha fatto un piccolo passo avanti. Quanto basta per reggere l’urto delle procure, e per proiettarsi almeno fino alle elezioni europee. Ma il colpo d’ala no, quello onestamente non c’è stato. E la grande e vera innovazione, anche stavolta, sembra più teorizzata che non praticata. Come diceva Mino Maccari, “o Roma, o Orte”.
Massimo Giannini, oggi
Il fuorionda del kamikaze
Durante il suo addestramento in Afghanistan, più o meno un anno prima dell’attentato alle Torri gemelle, Ziad Samir Jarrah, uno dei componenti del commando terroristico che l’11 settembre 2001 dirottò il volo United 93 (quello che doveva schiantarsi sulla Casa Bianca e che precipitò in Pennsylvania), girò il suo videotestamento.
La msnbc ha trasmesso alcuni spezzoni inediti di quel video, dove Jarrah, come in ogni fuorionda che si rispetti, cerca di trattenere le risa o si impappina, mentre una voce fuoricampo gli chiede di ripetere la scena o lo esorta a parlare con più enfasi alla videocamera.
Goin’ down? (La recessione più lunga del dopoguerra)
Il Centro Studi di Confindustria rivede al ribasso le previsioni di crescita, con un Pil che quest’anno segnerà una riduzione dello 0,4% che diventerà ancora più profonda nel 2009, segnando una contrazione dell’ 1%. Le precedenti stime, seppure negative, erano meno pessimiste: indicavano un Pil a -0,2% e -0,5% rispettivamente nel 2008 e nel 2009. È «la recessione più lunga dal dopoguerra», afferma Confindustria che sottolinea come sia anche la «più grave perché comune a tutte le maggiori economie industriali dentro e fuori dall’Unione Europea» con «segni preoccupanti di rallentamento dai Paesi emergenti».
Chissà per quale distorsione mentale a me è venuto in mente l’inizio di un vecchio video degli Aerosmith. Con la differenza che nell’ascensore non c’era la liftgirl ma l’assai più inquietante tavolo al completo dei G20. Gente appesa ai cornicioni, ascensori pieni di potenti che scendono… Dottore: è grave?
E gli USA si sono persi una bomba atomica
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Non è uno scherzo. Nel 1968 un bombardiere B52 americano usato nelle missioni di pattugliamento sul circolo polare artico, pronto ad intervenire in caso di attacco atomico sovietico, si schiantò sul ghiaccio della Groenlandia in prossimità della base di Thule. A bordo c’erano quattro bombe nucleari. Che ufficialmente furono fatte detonare, opportunamente private degli inneschi atomici, per non cadere in mano al nemico. |
L’incidente è rimasto top secret per quarant’anni. Fino ad oggi, quando si è incidentalmente scoperto che solo tre delle quattro bombe furono effettivamente fatte brillare. Insomma: in Groenlandia, da qualche parte, c’è un’atomica pronta ad esplodere.
A-Abbronzatissimo: solo terza
Medaglia di bronzo. Nemmeno Canzonissima, siamo stati capaci di vincere.
Crisi: che fare? Un contributo dalla Francia
Dopo un precedente appuntamento dedicato alle politiche monetariste, il 4 novembre scorso l’École d’Économie de Paris ha organizzato un secondo incontro incentrato sulla crisi economica al quale hanno preso parte Agnès Benassy-Quéré, François Bourguignon, Daniel Cohen e Philippe Martin. Sul sito web laviedesidées.fr sono disponibili qui i video di questa giornata di studio e altro materiale per l’approfondimento dei temi discussi.


