Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archive for the ‘informazione’ Category

Bastava tenere la TV spenta

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Qualche giorno fa tutti i telegiornali hanno dato grande risalto a una notizia raccapricciante e orribile, dagli effetti imprevedibili sulla psicologia dei bambini, proveniente da Los Angeles. Questa notizia è stata ripetuta da tutti i telegiornali il giorno di Santo Stefano, con la solita morbosità nel raccontare i particolari e nell’indugiare nell’orrore senza fine. Non ho potuto e saputo spiegare a mio figlio le ragioni di tanta cieca ferocia, che non ha pietà dei bambini e che avviene proprio alla vigilia del Natale, cioè nel giorno in cui la famiglia si riunisce nel segno del calore degli affetti.

Sandro Bondi oggi

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Domenica, 28 Dicembre 2008 alle 5:39 pm

Acciderba, che nonnino! Cento anni ha il Corrierino

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Domenica, 28 Dicembre 2008 alle 10:20 am

Quanta strada nei miei sandali

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Questa e le altre Foto dell’anno su Time.com

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Domenica, 21 Dicembre 2008 alle 10:12 am

La rivincita di Sarkò

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Se per Time Magazine Barack Obama è il personaggio dell’anno, in Europa alcune tra le più autorevoli testate celebrano le doti di Nicolas Sarkozy. A due settimane dalla fine della presidenza francese dell’UE, i giornalisti di nove paesi europei, chiamati a fare il nome del miglior politico tra i paesi dell’Unione,  hanno indicato proprio Nico esaltandone in particolare la leadership e la capacità di gestire le crisi.

Il Times ha fatto altrettanto, apprezzandone la duttilità in politica economica, sorprendendosi, di fronte alle difficoltà dell’economia britannica, delle capacità transalpine di reggere relativamente bene, almeno in apparenza, i duri colpi della crisi mondiale. Considerate le perplessità che ne avevano accompagnato l’insediamento all’Eliseo, queste prese di posizione non solo lo rafforzano politicamente sul piano interno ma rappresentano per Sarkozy una sorta di rivincita personale.

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Giovedì, 18 Dicembre 2008 alle 4:11 pm

Inalare la paura

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Da almeno dieci anni gli Stati Uniti e poi via via gli altri paesi hanno iniziato delle massicce campagne contro il fumo, con l’obiettivo di debellare le gravi patologie da esso provocate e conseguentemente ridurre le pesanti spese che gravano sui vari sistemi sanitari. La strategia cui si è fatto ricorso, scrive Martin Lindstrom, è stata quella di massicce campagne via via più scioccanti. Avvertenze scritte in caratteri cubitali  sui pacchetti (dal “Nuoce gravemente alla salute” a “Il fumo uccide”), immagini forti per descrivere danni causati dal fumo (polmoni anneriti tolti dai cadaveri di fumatori, denti ingialliti e corrosi, persone afflitte dalle varie forme di cancro provocate dalle sigarette e così via). In altri termini, si è deliberatamente cercato di terrorizzare i fumatori abituali e quelli potenziali per indurli a un diverso e più sano stile di vita.

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Venerdì, 12 Dicembre 2008 alle 11:38 am

I numeri del terrore

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L’incipit dell’Introduzione non lascia spazio ad ambiguità: “Tutti sanno che i terroristi fanno leva sulla paura per raggiungere i loro scopi, pochi però sono consapevoli che i capi di stato ricorrono alla medesima tattica. E non si tratta di un fenomeno nuovo.”

Nel caso si avessero ancora dubbi  sugli obeittivi del libro, basta leggere il sottotitolo dell’edizione originale: Separating Fact from Fiction.

In I numeri del terrore Loretta Napoleoni e Ronald J. Bee affrontano, dati alla mano, una delle varianti della politica della paura e della psicosi del terrorismo. Stabilendo da subito un chiaro parallelismo tra il clima politico-internazionale al tempo della guerra fredda e della dottrina Truman (e richiamando anche alcuni avvenimenti della storia recente italiana come la strategia della tensione o gli anni di piombo), gli autori tracciano un quadro degli eventi che hanno creato, a partire dallo spartiacque dell’11 settembre 2001, della “mitologia” del terrore e della guerra al terrorismo.

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Mommybloggling

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Caduto in disgrazia, dopo la sconfitta dei repubblicani alle presidenziali USA, l’hockeymomming, sta viceversa dilagando il mommyblogging, cioè il fenomeno delle mamme che tengono un blog.  La cosa sta prendendo campo anche in Italia, al punto da aver costituito l’argomento di varie ricerche. Tra le migliori mamme-blogger c’è sicuramente Black Cat (che qualche mese fa aveva commosso e indignato un po’ tutti con questo famoso post) curato  – come si sarebbe detto negli anni settanta – da una sedicente  Mamma, webmaster e felide bastarda.

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Giovedì, 4 Dicembre 2008 alle 10:59 pm

Ectoplasmi

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I fantasmi del passato tornano ad aleggiare sulla politica nazionale.

Le social card o carte acquisti magnetiche hanno recentemente ridestato dal sonno eterno inquietanti presenze da un passato più o meno recente (dalla fascistissima tessera Annonaria alla barbudissima Libreta de Abastecimiento) e soprattutto l’idea secondo la quale i problemi dell’assistenza non si risolvono strutturalmente ma a colpi di tessere colorate.

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Non solo: in attesa della riedizione delle tessere dell’Unpa per la soluzione dei problemi della sicurezza, la battaglia tra monopolisti dell’etere SKY e Mediaset riesuma dal suo tristo sudario la questione-tabù del conflitto d’interessi. Dal canto suo, la dirigenza del PD appare ormai impegnata in una grande seduta medianica di gruppo dove ci si confronta (pacatamente) per stemperare il clima interno contattando i soliti spiriti-guida.

Ma non tutto è vecchiume ectoplasmatico. Magdi Cristiano Allam ha annunciato di aver fondato un nuovo partito: “Protagonisti per l’Europa Cristiana“. Esattamente quello che, dai tempi di Luigi Gedda, mancava a questo paese.

Non resta che attendere fiduciosi le sorelle Fox alla conduzione del prossimo reality televisivo.

L’epoca in cui il crimine aumentò. E non era vero

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arrestMolte insicurezze collettive, paure e allarmi sociali sono spesso il risultato dei modi con cui l’opinione pubblica viene informata su un determinato problema o avvenimento. Tralasciando gli Stati Uniti, dove esiste un’ampia letteratura in merito, il nesso tra media e percezione delle paure sociali è stato recentemente evidenziato, riguardo al caso italiano, nel Rapporto Sicurezza redatto da Demos e Osservatorio di Pavia su cui ci siamo soffermati più volte negli ultimi giorni.

Le cifre dell’indagine sembrano confermare il ruolo dei mezzi d’informazione nella costruzione degli allarmi sociali e nel creare stati emozionali, individuali e collettivi,  che non corrispondono a situazioni oggettive.

Restiamo agli eventi criminosi. La percezione che si ha di essi, influisce  sull’opinione pubblica assai più di qualunque dato statistico. Al punto che il senso di paura e di incertezza provato da determinati settori della società non è spesso correlato al numero dei delitti effettivamente compiuti. Questo per alcune concause, tra cui il meccanismo della “asimmetria negativa”, in base al quale si tende a dare più peso alle notizie cattive rispetto a quelle di segno opposto.

Quel che è interessante è il fatto che questa situazione, fatti i debiti distinguo, presenta notevoli similitudini con il clima di allarme sociale che si respirava nelle società occidentali tra Otto e Novecento .

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Premi Stakanov e tigri di carta

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La vicenda del bigliettino [...] che il senatore Nicola Latorre (PD) ha passato all’onorevole Italo Bocchino (PdL) [...] demolisce la tesi del ministro Brunetta, dimostrando che quelli di sinistra non sono affatto fannulloni, anzi fanno anche il lavoro dei colleghi di destra, caricandosi l’ingrato compito del doppio gioco. Il fatto poi che un capogruppo come Bocchino sia capace di organizzare l’elezione a presidente di un suo compagno di vacanze, ma non sia in grado di rispondere da solo a Donadi, è la prova provata che questo centro-destra non sopravviverebbe cinque minuti senza l’aiuto generoso e disinteressato di oppositori come Latorre.

Sebastiano Messina su Repubblica, oggi

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Giovedì, 20 Novembre 2008 alle 2:12 pm

Villari

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villari

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Sabato, 15 Novembre 2008 alle 6:23 pm

Ma a qualcuno piace dark

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siouxsie

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Martedì, 4 Novembre 2008 alle 4:30 pm

Scoop (come se il punto fosse chi ha cominciato)

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Le Quattro regole del buon giornalismo:

  1. Verità
  2. Giustizia
  3. Libertà
  4. Umanità

Edmund B. Lambeth
Committed Journalism

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Sabato, 1 Novembre 2008 alle 6:40 pm

L’ottimista (canovaccio per un notiziario RAI)

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Il nostro popolo ha raggiunto un livello di vita come mai prima nella sua storia. La disoccupazione è per noi un fenomeno sconosciuto che appartiene a un altro mondo. Da noi sono garantite la sicurezza materiale e sociale, la piena occupazione, le stesse possibilità d’istruzione per tutti. Noi riteniamo il nostro compito più importante sia quello di salvaguardare la pace e di garantire così prospettive sicure per il futuro.

Erich Honecker
Segretario generale del Comitato centrale della SED,
Presidente del Consiglio di Stato
della Repubblica Democratica Tedesca
(1986, tre anni prima del crollo del muro di Berlino)

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Giovedì, 30 Ottobre 2008 alle 5:05 pm

Quando gli alieni sbarcarono a New York

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Il 30 ottobre del 1938, la voce di Carl Phillips, corrispondente della CBS, annunciò agli ascoltatori che in prossimità della fattoria dei Wilmuth a Grovers Hills, nel New Jersey, erano atterrati i dischi volanti.

La concitata descrizione di come dall’astronave aliena fosse uscita una mostruosa creatura e del successivo attacco con spaventose armi a raggi nei confronti della folla e dei militari sopraggiunti sul posto, scatenò il terrore tra i radioascoltatori. La trasmissione scatenò una incredibile ondata di panico collettivo. Dei circa sei milioni di radioascoltatori, quasi un milione e mezzo si convinse di stare ascoltando in diretta a una invasione aliena. Qulcuno si barricò in casa. Altri presero la macchina e lasciarono la città. I centralini furono presi d’assalto.

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