Tau Zero

Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?

Archivio per la categoria ‘incertezza

Una guerra comprensibile. Ma stupida

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(Emblema - Corriere della Sera)

Non esiste paese al mondo – scrive oggi sul Times il rabbino Michael Lerner, esponente di primo piano del dialogo interreligioso  – che possa tollerare senza reagire il lancio giornaliero di missili sul proprio territorio da parte di una nazione vicina. Se in Messico un gruppo di anti-imperialisti decidesse di bombardare il Texas è facile immaginare come risponderebbero gli Stati Uniti e soprattutto quali sarebbero i tempi di reazione.

L’attacco di Israele, prosegue il direttore di Tikkun Magazine, è dunque giustificabile. Ciò non toglie che sia, però, anche stupido. Stupido perché – a suo dire – assolutamente sproporzionato, di una durezza eccesiva nei confronti dei civili innocenti (sempre il Times ha accusato tra l’altro le forze armate israeliane di usare bombe al fosforo sul centro abitato di Gaza).

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Scritto da tauzero

lunedì, 5 gennaio 2009 alle 3:10 pm

Il ministro della fifa

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Per l’ex ministro degli esteri Martino l’attuale responsabile della Farnesina, Frattini è come don Abbondio. Un “fifone“, “uno al quale non si può chiedere coraggio”, “perché non ne ha”.

A questo punto, proseguendo nella divagazione manzoniana, sarebbe divertente sapere se – e chi -  potrebbe vestire i panni dell’Innominato, della Monaca di Monza o, che so, di Donna Prassede. Ma soprattutto, se le cose stanno così, c’è solo da sperare, sempre manzonianamente, che sopra le sorti del nostro paese, vigili – benevola – la divina Provvidenza.

Ban Ki on the Moon

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Qualcuno sa che fine hanno fatto le Nazioni Unite?

Scritto da tauzero

domenica, 4 gennaio 2009 alle 5:22 pm

Il gioco del silenzio

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A Gaza è partita l’offensiva terrestre di Israele. E Obama? Al momento preferisce un silenzio che però si fa di ora in ora sempre più imbarazzante.  Silenzio rotto occasionalmente solo per recitare il mantra del momento: “un presidente alla volta“. L’Europa in maggioranza partecipa anch’essa al gioco del silenzio. Interrotto altrettanto sporadicamente – secondo una tradizione ormai consolidata – da dichiarazioni contraddittorie, rese in rigoroso ordine sparso.

Aggiornamento: Il papa ha chiesto di fermare la guerra. Ma servirà a poco.

Scritto da tauzero

domenica, 4 gennaio 2009 alle 12:26 pm

ClanDestino

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Irène de Groot

Irène de Groot (2007)

Scritto da tauzero

sabato, 3 gennaio 2009 alle 9:43 am

A Canossa

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Il 12 agosto scorso, Bill Emmott commentò la situazione economico-finanziaria (che come il Titanic era già in rotta di collisione verso il proverbiale iceberg) dipingendo i pessimisti come tante petulanti cassandre. “Macché crisi e crisi”, scriveva allora.

A distanza di qualche mese, Emmott torna su quelle affermazioni con l’animo contrito ma finalmente sollevato del penitente. “Mi sono sbagliato”, “le mie previsioni erano esageratamente ottimistiche”, dice oggi. Ma poi lascia comunque aperta la porta alla speranza: la recessione c’è ma aspettiamo a fasciarci la testa.

Scritto da tauzero

sabato, 3 gennaio 2009 alle 9:31 am

Chi si accontenta gode

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Un ottimistico Marco Fortis, ci ricorda oggi perché – secondo lui – certe volte è meglio abitare in un sottoscala invece che in un attico:

L’Italia, a nostro avviso, patirà meno di altri questa drammatica recessione perché, paradossalmente, la sua crescita economica in questi anni è stata meno forte. Un conto è cadere, come noi dal primo piano della crisi (essendo abituati a crescere solo dell’1%). Un altro è precipitare, come accadrà agli Usa, alla Gran Bretagna, all’Irlanda, alla Spagna e all’Olanda (Paesi che si erano abituati a crescere del 3-4%) dal terzo o dal quarto piano, dopo esservi saliti non virtuosamente con le proprie gambe ma tramite l’ascensore dei debiti privati accelerato irresponsabilmente dai rispettivi sistemi bancari e finanziari, oggi quasi tutti in gravissime difficoltà.

Dunque, alla fine di questo caos economico planetario dagli orizzonti ancora incerti forse rivaluteremo persino la nostra più bassa crescita perché essa non è stata, diversamente da quella di altri Paesi, una crescita “drogata”.

Scritto da tauzero

venerdì, 2 gennaio 2009 alle 11:57 am

Con tutte quelle, tutte quelle bollicine

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Il Sole 24 Ore ha pubblicato l’elenco dei temi politici affrontati dai due Poli nel corso del 2008 e che poi sono finiti con un nulla di fatto, come tante bolle di sapone.

Ce n’è per tutti i gusti: dall’aborto alla bioetica, dalla legge elettorale al Tesoretto. Da conservare, a testimonianza dell’evanescenza di certe polemiche (e di certa classe dirigente).

P.S.
Le feste sono trascorse senza notizie di rilievo sul Pd e sulla leadership di Veltroni. Un silenzio che, tuttavia, si presta a molteplici interpretazioni.

Scritto da tauzero

venerdì, 2 gennaio 2009 alle 10:47 am

E se passassimo direttamente al 2010?

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Dov’è che andrà male quest’anno? All’inizio del 2008, scrive

Scritto da tauzero

venerdì, 2 gennaio 2009 alle 9:58 am

Salvato in corner

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Nel suo discorso di fine anno alla nazione, Nicolas Sarkozy ha preannunciato per i francesi sudore e lacrime: il 2009  – ha detto -  sarà infatti un anno di “grandi difficoltà”. Occorrerà allora un “grande sforzo” per prepararsi al “mondo nuovo” che nascerà dalla crisi.

La crisi, appunto. Un evento tremendo ma che per Sarkozy è giunto quasi come manna dal cielo, sostiene Le Monde nell’editoriale di oggi. Già perché il disastro dell’economia mondiale ha fatto passare in secondo piano le promesse sulla salvaguardia del potere d’acquisto, il pieno impiego, la diminuzione del prelievo fiscale sulle quali Sarkozy aveva costruito la sua vittoria elettorale. Chi si ricorda più, scrive il quotidiano diretto da Éric Fottorino, l’impegno di “restituire” ai francesi 68 miliardi di euro? Chi osa più chiedere l’aumento dei salari ora che la disoccupazione cresce di mese in mese?

Ah, la crisi. Certe volte, se non ci fosse, bisognerebbe invertarla.

Scritto da tauzero

giovedì, 1 gennaio 2009 alle 4:05 pm

Buon Anno? State scherzando

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Riponiamo i calici. La prima recessione di portata davvero globale, scrive Timothy Garton Ash, continua e metterà l’Occidente di fronte alla necessità di prendere alcune decisioni cruciali che influenzeranno il futuro stesso del capitalismo. Quella attuale, infatti, appare una crisi sistemica che difficilmente potrà essere risolta recitando a memoria il mantra del “torniamo a crescere, costi quel che costi”. La realtà dei fatti, conclude, è molto più complessa. Siamo come l’equipaggio di una nave in mezzo alla tempesta. E non è detto che il tempo non peggiori.

Scritto da tauzero

giovedì, 1 gennaio 2009 alle 10:03 am

“Vuoi la Luna? La prenderò al laccio, per te”.

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Buon Anno, gente

Scritto da tauzero

mercoledì, 31 dicembre 2008 alle 11:26 am

Testamento biologico

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Morten Morland (Times)

Morten Morland (Times)

Scritto da tauzero

mercoledì, 31 dicembre 2008 alle 10:39 am

Adesso però basta

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So let us stop. Hold our fire. For once, let us attempt to act against our usual reflexes. Against the deadly logic of military power and the dynamic of escalation. We can always start shooting again. The war will not run away, as Barak himself said two weeks ago. If we demonstrate that we can halt, we will not lose international support. We will gain even more if we demonstrate such well-considered self-control, and if we invite the international and Arab communities to intervene and mediate.

David Grossman (il cui figlio Uri è morto in battaglia nel 2006), oggi

Scritto da tauzero

mercoledì, 31 dicembre 2008 alle 9:57 am

Quando il politico va in vacanza

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Come molti sanno, Hitler preferiva il fine settimana per realizzare i suoi colpi di mano in politica estera. Ad esempio, la rimilitarizzazione della Renania (e non dell’Arenaria, come talvolta capita di sentire da qualche esaminando), avvenne, in spregio agli accordi internazionali, il 7 marzo 1936. Di sabato. Lo stesso dicasi per l’annessione dell’Austria: 12 marzo 1938, ancora sabato.

La scelta non era casuale. Il führer sapeva che i politici inglesi, membri del governo inclusi, osservavano scrupolosamente la tradizione nazionale del week-end e dedicavano perciò al riposo gli ultimi due giorni della settimana,  spesso recandosi in campagna o in altre amene località fuori Londra. Il che rendeva più lunga e macchinosa la reazione dell’esecutivo di Sua Maestà in caso di improvvise emergenze, amplificando il fattore sorpresa a favore della Germania nazista.

Alla luce di alcune recenti notazioni di cronaca, e fatte – per carità – tutte le debite proporzioni, è divertente immaginare quale incredibile accelerazione avrebbe avuto la politica espansionistica del nazionalsocialismo se Neville Chamberlain avesse gestito la crisi di Monaco dai Caraibi o se Anthony Eden avesse rilasciato alla stampa le prime dichiarazioni sull’occupazione da parte della Wehrmacht della regione renana  in tuta da sci dentro una baita di montagna.

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