Archivio per la categoria ‘futuro’
E se passassimo direttamente al 2010?
Dov’è che andrà male quest’anno? All’inizio del 2008, scrive
Buon Anno? State scherzando
Riponiamo i calici. La prima recessione di portata davvero globale, scrive Timothy Garton Ash, continua e metterà l’Occidente di fronte alla necessità di prendere alcune decisioni cruciali che influenzeranno il futuro stesso del capitalismo. Quella attuale, infatti, appare una crisi sistemica che difficilmente potrà essere risolta recitando a memoria il mantra del “torniamo a crescere, costi quel che costi”. La realtà dei fatti, conclude, è molto più complessa. Siamo come l’equipaggio di una nave in mezzo alla tempesta. E non è detto che il tempo non peggiori.
E allora diamoci da fare
Una certa dose di fiducia sulla nostra attitudine a sfidare i pericoli è benvenuta se funziona da anabolizzante, da artificiale ormone della crescita. Ma non basta, perché il futuro dipende dalla grande politica, dalle circostanze e dalla capacità di ciascuno di incidere, per quanto è possibile, sull’elaborazione delle scelte collettive.
Remo Bodei, oggi
A lezione dagli ammutinati
Nel 1931, i marinai della HMS Hood, nave da guerra fiore all’occhiello della flotta di sua maestà, insieme agli altri marinai della base navale di Invergordon, in Scozia, si ammutinarono. I futuri (sfortunati) eroi della “caccia alla Bismarck” e i loro commilitoni chiedevano al governo provvedimenti urgenti, in primo luogo a tutela dei salari e delle loro paghe, per fronteggiare la gravissima crisi economica.
Sognando Beckham
David Beckham e Victoria Adams sono arrivati a Milano. Lui ha già dichiarato di aver “sempre sognato di giocare nel Milan” (anche se nella sua biografia non lo ha scritto, ma solo “per motivi di tempo e spazio”). Se giocherà o non lo deciderà Ancelotti. in ogni caso andrà quasi sicuramente al Grande Fratello. Lei è già in giro a cercar casa, palestra e a fare shopping.
Meno male che il calcio c’è.
Competitori cercasi
The end of communism seems to have slightly unhinged America. We lost our two biggest ideological competitors — Beijing and Moscow. Everyone needs a competitor. It keeps you disciplined. But once American capitalism no longer had to worry about communism, it seems to have gone crazy.
Thomas Friedman, oggi
(Non) Datemi una D
E’ stato solo a partire dal primo dicembre che gli Stati Uniti sono entrati, ufficialmente, in recessione. Adesso che le cose stanno ulteriormente peggiorando, scrive Justin Fox, i commentatori ricominciano a guardare alle crisi del passato alla disperata ricerca di chiavi di lettura (consolatorie) per il presente.
Il risultato è una vera apoteosi di date: dopo il ’29 e il ’73 ecco spuntare anche il ’58 e l”81. Quesi per esorcizzare i fantasmi del passato, si ricorre poi a mezze frasi o a giri di parole. Il tutto per cercare di evitare di scrivere o solo pronunciare quella parola tabù che comincia con la lettera D: depressione.
Speriamo non sia una testa di morto
Come si è detto in più di una occasione, una crisi può essere terribile, ma anche una irripetibile occasione di rilancio.
Domenico Siniscalco non nasconde qui la complessità della situazione.Ma lascia aperta la strada alla speranza. E cita Lao Tse, filosofo dell’antica Cina: «Ciò che per la crisalide è la fine del mondo, il mondo chiama farfalla».
La (vera) Generazione X
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Altro che Sky, aridateci il 55 (per cento)
Questo blog aderisce all’iniziativa lanciata qui per l’eliminazione di quelle parti del decreto 185 che rendono molto più complesso il percorso per ottenere le detrazioni fiscali del 55% delle spese sostenute per installare un pannello solare, sostituire un impianto di climatizzazione o cambiare gli infissi alle finestre.
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Il dilemma del consumatore (What shall we do now?)
“Sarà un Natale preoccupato”, dice un sondaggio Confesercenti-Swg. Al militare, quando ti apostrofavano con una espressione simile (“dormi preoccupato”) di solito dovevi aspettarti una sbrandata o un gavettone. Forse i consumatori italiani non si sveglieranno né ai piedi del letto né bagnati fradici. Sicuramente andranno a dormire facendosi un sacco di domande. Su tutte una: cosa dovremmo fare, adesso?



