Archive for the ‘economia dei disastri’ Category
I veleni dietro il latte al veleno
Salgono a nove i casi di sindrome da latte crudo in Italia. Si parla di allarme e la mente di tutti corre allo scandalo del latte cinese alla melamina di qualche settimana fa. Ci si indigna e si chiedono interventi drastrici per combattere l’ennesimo attentato alla salute pubblica, raccomandando prodotti industriali: più igienici, ergo più sicuri. Forse si arriverà allo stop. Ma il latte crudo fa davvero male? E soprattutto, glutare latte industriale è davvero così Karasciò?
I numeri del terrore

L’incipit dell’Introduzione non lascia spazio ad ambiguità: “Tutti sanno che i terroristi fanno leva sulla paura per raggiungere i loro scopi, pochi però sono consapevoli che i capi di stato ricorrono alla medesima tattica. E non si tratta di un fenomeno nuovo.”
Nel caso si avessero ancora dubbi sugli obeittivi del libro, basta leggere il sottotitolo dell’edizione originale: Separating Fact from Fiction.
In I numeri del terrore Loretta Napoleoni e Ronald J. Bee affrontano, dati alla mano, una delle varianti della politica della paura e della psicosi del terrorismo. Stabilendo da subito un chiaro parallelismo tra il clima politico-internazionale al tempo della guerra fredda e della dottrina Truman (e richiamando anche alcuni avvenimenti della storia recente italiana come la strategia della tensione o gli anni di piombo), gli autori tracciano un quadro degli eventi che hanno creato, a partire dallo spartiacque dell’11 settembre 2001, della “mitologia” del terrore e della guerra al terrorismo.
Più buonsenso, meno cretinismo
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Sulle pagine di Newsweek, Francis Fukuyama, si cimenta lungamente sull’implosione del mercato finanziario USA e soprattutto sulle ripercussioni nel breve e medio periodo. |
I prodotti di maggior successo esportati dall’America a partire dagli anni Ottanta – scrive – erano le idee.
Idee-guida come il capitalismo in versione reaganiana e la diffusione della liberaldemocrazia nel mondo. Idee che, secondo Fukuyama, avevano rappresentato per l’America Inc. altrettanti marchi di successo. E che ora mostrano di avere il fiato corto.
E io speculo coi tulipani
Alle 18.00 comincia il Giudizio Universale
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Pochi giorni fa, in California, un ex analista finanziario quarantacinquenne di origini asiatiche, Karthik Rajaram, ha sterminato la propria famiglia, moglie, figli e suocera, e poi si è suicidato.
In un biglietto ha scritto di disoccupazione e di investimenti andati male. |
Probabilmente la crisi dei mercati entra solo incidentalmente in questa vicenda. Ma per molti, la storia di Karthik, quei corpi coperti da un lenzuolo bianco, legati sulla barella di un coroner e che escono da una bella casa, con il prato falciato e macchine costose parcheggiate in fondo al vialetto, rappresentano un po’ il simbolo della fine del sogno americano.
Luca, 15:23
In principio fu Von Hayek. Poi vennero la Thatcher, Reagan e i loro eredi. Poi è giunto il tempo i derivati, del gioco in borsa poi trasformatosi nel gioco del cerino acceso. Quindi il crollo.
Ora la via dell’intevento pubblico pare non conduca più alla schiavitù. E lo Stato pare essersi trasformato da opprimente Leviatano a gigante buono. Pare sia tornato lo Stato protettore.
Uccidiamo il vitello grasso?
La rassicurante banalità dell’uomo qualunque
Sull’Unità e sul suo blog, Luca Sofri parla di elitismo e antielitismo. Tema di attualità negli USA dopo la scelta del partito repubblicano di catapultare Sarah Palin, per sua stessa ammissione “hockey-mom”, nella stanza dei bottoni come candidata alla vicepresidenza.
Il discorso scivola naturalmente sulle vicende di casa nostra e sui successi di personaggi che della loro “normalità” hanno fatto una formidabile arma di consenso. E sull’incapacità di certa sinistra (in primis quella dei loft) di capire fino in fondo i meccanismi che rendono vincente il “normale” (o quello che si presenta come tale) sullo “speciale”. Leggi il seguito di questo post »
E un asteroide sta per colpire la Terra
Dopo il crollo in borsa, il cielo che ci cade sulla testa? In una sorta di imbarazzante gioco al rialzo, alcuni giornali stanno fornendo ampio risalto all’impatto tra l’asteroide 8TA9D69 e il nostro pianeta. Nel leggere titoli come “un asteroide sta per caderci addosso” il pensiero corre immediatamente a film apocalittici come Deep Impact o Armageddon, alla fine dei dinosauri e a scenari di estinzioni di massa. Poi si scopre che il “macigno” è di quattro metri di diametro e finirà polverizzato a contatto con l’atmosfera.
Domani il sole sorgerà ancora, il gioco del cerino in atto sui mercati internazionali potrà allegramente continuare a dare i suoi frutti. E soprattutto, nessun Bruce Willis si immolerà per la salvezza del genere umano.
Beware doll, you’re bound to fall. E la Borsa crollò (ancora)
A proposito di élites. Se Carlo Maria Cipolla dialoga (dall’aldilà) con Galli Della Loggia
Nel suo editoriale pubblicato sul Corriere di oggi Ernesto Galli Della Loggia si sofferma su uno dei nodi delle società contemporanee: la crisi di legittimità delle élites, il “discredito”, “l’insofferenza”, “l’immagine di inadeguatezza” e il “senso di lontananza” che “tende a coinvolgere l’intera classe dirigente in un numero crescente di Paesi dell’Occidente”.
Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere
| Niall Ferguson su Time.com si interroga sulla fine della prosperità e torna sui parallelismi tra la crisi del 1929 e quella attuale. Paul Krugman, invece, spiega sul NY Times perché, secondo lui, siamo sull’orlo dell’abisso. Giovanni Sartori scrive sul Corriere l’epitaffio per al buon senso, soppiantato dal “dementismo”. |
Insomma, non prendete impegni per il fine settimana.
Aritmetica e morti bianche
PROBLEMA:
Tre operai cadono da una impalcatura sull’Autosole. Se prima ne era rimasto schiacciato uno vicino a Perugia e un altro poco dopo era caduto in un pozzo di biogas a Genova, quanti lavoratori sono morti in totale oggi? Se poi in serata se ne aggiunge un altro nei pressi di Sesto Fiorentino? Sulla base del rapporto INAIL sugli infortuni del 2007 si calcoli infine se il numero complessivo dei lavoratori (regolarmente denunciati) morti oggi rientra nella media nazionale.
Dalle nuove dispense online per la scuola primaria
Una società preparata alle crisi. Peccato siano sempre quelle precedenti.
“Perchè siamo sempre, sistematicamente, in ritardo di una crisi?”.
Questo interrogativo, emblematico dei limiti di fondo della macchina per la gestione delle emergenze, campeggiava su uno dei rapporti ufficiali redatti all’indomani dell’uragano Katrina.
Due tra i maggiori esperti di tematiche del rischio Patrick Lagadec e Xavier Guilhou propongono su Le Figaro una breve analisi comparata delle crisi recenti, da quelle finanziarie a quelle tecnologiche e climatiche.
E pongono la questione della elaborazione di risposte comuni per rispondere, presto e bene, ad un mondo in continuo (e rapido) mutamento.
Assumere posizione fetale, please
I’ve always believed that America’s government was a unique political system — one designed by geniuses so that it could be run by idiots. I was wrong. No system can be smart enough to survive this level of incompetence and recklessness by the people charged to run it.
Così Thomas L. Friedman sul Times di ieri.
Nuovo crollo in borsa. Ma è pronto un ‘Piano B’
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